Inaugurazione ufficiale a Venezia il 10 settembre e apertura al pubblico il 12. Centinaia di progettisti, eventi e mostre fotografiche Una delle sezioni sarà dedicata alle grandi sale da concerto. E dopo Venezia «trasferta» a Pechino e Shangai S'intitola «Metamorph» la nuova Mostra Internazionale di Architettura. Farà suonare insieme progetti stili, linguaggi e tendenze di ogni paese. Dirige lo svizzero Kurt W. Forster. Questi ed altri progetti condurranno, come in un crescendo orchestrale che ancora una volta mescola tutti i timbri e tutte le risonanze, sposando scuro e luci, forte e piano, per scatenarsi in un esplosivo finale». La metafora musicale è di Kurt W. Forster, direttore della 9a Mostra Internazionale di Architettura che s'inaugurerà ufficialmente il prossimo 10 settembre a Venezia (resterà aperta al pubblico, nei consueti spazi dei Giardini di Castello e delle Corderie dell'Arsenale, dal 12 settembre al 7 novembre). La metafora musicale il direttore Forster l'ha usata concludendo il suo intervento alla conferenza stampa di presentazione svoltasi ieri mattina a Castel Sant'Angelo a Roma, presenti il presidente della Biennale di Venezia Davide Croff, il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani e l'ambasciatore Umbero Vattani in rappresentanza del ministro degli Esteri Franco Frattini. Presenza-assenza, quella del ministro degli Esteri (che in questi giorni ha ben altre gatte da pelare), che annuncia la «trasferta» cinese della Biennale Architettura, chiusi i cancelli dei Giardini veneziani, al seguito di una rinnovata liaison cultural-commerciale Italia-Cina; che prevede tra l'altro la collaborazione al restauro della Città Proibita di Pechino, un gemellaggio tra il Museo di Arte Contemporanea di Shangai e il Maaxxi di Roma e la probabile ristrutturazione della ex Concessione italiana nella storica e antica città di Tien Jin. Metafora musicale, dunque, che ben rende il carattere «sinfonico» di questa 9a Mostra di Architettura, voluto dal suo curatore, scelto qualche mese fa da Franco Bernabé e confermato dal neo-presidente Croff. Forster le ha dato il nome di Metamorph, puntando l'accento su di un tempo presente in cui sono in corso grandi e profondi mutamenti, soprattutto in architettura. Metamorfosi, allora, che si sostanziano negli elementi che il corpo dell'architettura attraversa. Da qui alcuni suggestivi titoli-temi delle tante sezioni che compongono la Mostra: acqua, atmosfera, superfici, pelle, terra e topografie. Sinfonia, ancora, per il «suonare» insieme di tanti elementi, stili e tecniche (su tutte, quelle generate dal computer, uno strumento - ha detto Forster - in grado di collegare nuovamente competenze e maestranze, unificate dal linguaggio-macchina). Non a caso una delle sezioni principali ai Giardini di Castello sarà dedicata alle «Sale da Concerti», tipologia-simbolo di un trascendere dell'architettura che ha la sua summa summarum nella straordinaria Disney Concert Hall a Los Angeles di Frank Ghery. Dunque vediamo un po' più da vicino come sarà questa biennale Architettura. Si comincia dalle Corderie dell'Arsenale dove, tradizionalmente, si concentrano i temi che caratterizzano ciascuna edizione. E si comincia con un omaggio a quattro protagonisti dell'architettura contemporanea che con le loro opere e le loro teorie hanno davvero contribuito alla trasformazione del panorama disciplinare, sia sul piano del linguaggio che su quello più generale dell'approccio al fare architettonico. Sono Peter Eisenman, Frank O. Ghery, Aldo Rossi e James Stirling, quattro architetti (gli ultimi due purtroppo scomparsi) diversi e in qualche caso di-Stanti. Da qui si generano altrettanti percorsi che conducono alle sezioni Topografìa, Superfid, Atmosfera e Iper-Progetti. Impossibile citare tutti i nomi degli architetti e degli studi professionali rappresentati in queste come nelle altre sezioni della Mostra Internazionale di architettura. Basterà dire che gli studi al momento (ma la lista è ancora in formazione) sono 170 e oltre 200 i progetti; e che tutti i grandi nomi dell'architettura mondiale sono presenti: da Zaha Hadid a Miralles-Taglia-bue, da DillerScofidio a Toyo Ito, da Renzo Piano a Vittorio Gregotti e Massi-miliano Fuksas, da Coop Himmelb(l)au a Mario Bellini. Ai Giardini di Castello, come di consueto, nei rispettivi padiglioni nazionali esporranno i vari paesi. Fulcro dell'area è il Padiglione Italia dove, nella sala ottagonale, ci accoglieranno i filmati panoramici del fotografo Armin Linke; e del resto la fotografia è un'altra protagonista di questa nona edizione della Biennale Architettura che dedica la sezione speciale, Morphing Lights, Floating Shadows, curata da Nanni Baltzer, al lavoro di oltre sessanta fotografi specializzati nel ritrarre l'architettura. L'interno del Padiglione Italia ospiterà la sezione Notizie dall'interno, curata da Mirko Zardini che raggruppa le architetture di interni realizzate recentemente in Italia. Un'altra attrazione della Mostra sarà la sezione Città d'Acqua, curata da Rinio Bruttomesso, e metterà insieme una ventina di città accomunate dal rapporto con il mare, i laghi, i fiumi. In un suggestivo allestimento su un padiglione galleggiante ancorato nel bacino dell'Arsenale verranno presentati i progetti di waterfront urbani di città come Bilbao, Buenos Aires, Lione, Seoul, Alessandria d'Egitto, Barcellona, Berlino, Genova, Trieste, Venezia e tante altre. Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema della formazione dei futuri architetti con un workshop di studenti di sei scuole internazionali di architettura, coordinato da Marco De Michelis. E siccome Biennale vuoi dire Cinema non poteva mancare un collegamento con la vicina Mostra cinematografica alla quale saranno presentati una serie di film e docu-mentari di architettura; e durante la quale verrà annunciato il bando di concorso internazionale per la realizzazione di un nuovo Palazzo del Cinema (ma che fine ha fatto il precedente concorso, vinto da Rafael Monco, della Biennale di Architettura del 1991, diretta da Francesco Dal Co?). Questo in sintesi il programma di Metamorph, la cui presentazione verrà replicata il 9 giugno a Parigi, il 16 a Londra e il 25 a Copenaghen. L'allestimento della mostra, l'immagine grafica (compresa quella dei tre libricataloghi editi da Marsilio e per l'edizione inglese da Rizzoli New York) sono curati dagli studi newyorkesi Asymptote e Omni-vore. Finanziamento totale previsto a tutta l'operazione 7 milioni di euro. Biennale ricca, dunque, almeno sulla carta, anche se nella «sinfonia» annunciata si stenta ad individuare una struttura unitaria. Vedremo alla ouverture di settembre, come l'ha definita Kurt W. Forster, se le note messe assieme dal curatore svizzero risuoneranno più o meno armonicamente. E se gli accorgimenti spaziali e acustici di Ghery e compagni ce la faranno a tenere il ritmo.