In tre finiscono nei guai, le norme consentivano solo la ristrutturazione Nuovo caso dopo la serie di sequestri Sono stati bloccati i lavori ad Alberghi Potevano ristrutturare, ma non demolire. E a fare le spese di quello che per il Comune è un abuso edilizio sono il proprietario, il direttore dei lavori e il titolare dell'azienda (diversa da quella che avrebbe dovuto ricostruire il nuovo fabbricato) che ha abbattuto la villetta in stile liberty di Alberghi per la salvare la quale si era mossa un'associazione locale con esposti e appelli rimasti inascoltati. Tutti e tre sono stati denunciati per abuso edilizio dai vigili urbani, mentre l'ufficio tecnico ha adottato un provvedimento di sospensione dei lavori. La situazione viene così cristallizzata in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria. Le regole. Dai controlli svolti dal nucleo impiegato negli accertamenti urbanistico-edilizi della polizia municipale per quel fabbricato e in quell'area la normativa comunale prevede solo «ristrutturazioni di modesta entità ed escludono demolizioni e ricostruzioni». L'esatto contrario di quello che è avvenuto sull'edificio che si trova davanti alla banca e alla farmacia di Alberghi. «La tipologia di opere edilizie in corso - spiega il comandante dei vigili, Daniele Zucconi - consistenti in una avanzata opera di demolizione del fabbricato esistente, non risultavano assentibili. È emersa dai controlli l'irregolarità delle attività nel cantiere». I lavori. Il proprietario è partito con l'abbattimento in forza di una dichiarazione di inizio attività e sostenuto dal parere del tecnico che ha curato la pratica. Cosa era possibile fare e fino a che punto le opportunità concesse dalla Dia sono state rispettate saranno oggetto di approfondimento della magistratura. L'idea era quella di ricostruire sulle macerie della villetta un fondo da adibire a uffici o con destinazione commerciale. Le proteste. Ai primi di settembre, qualche giorno dopo l'entrata in funzione delle ruspe, l'associazione Proponendi manifestò il proprio dissenso per la perdita di quello che considerava un patrimonio architettonico. Scrissero in una nota i sostenitori della villetta: «Al di là della regolarità o meno dell'intervento e delle autorizzazioni concesse, in quanto trattasi di edificio classificato in sottozona B (0) sottoposto, quindi, a particolari limitazioni riguardo le opere di manutenzione e di ristrutturazione, ciò che maggiormente lascia sgomenti sono la leggerezza, la scarsa attenzione, il lassismo sulle valutazioni dell'opportunità di un simile intervento e sulle successive rimostranze da parte di alcuni abitanti della frazione, rispetto alle modalità dell'opera di demolizione. La sensazione che è prevalsa è di un certo disinteresse ai temi della tutela del patrimonio architettonico e del paesaggio del territorio rispetto alla promozione di nuovi insediamenti abitativi».
PESCIA. URBANISTICA SELVAGGIA Villa liberty demolita: denunciati
In un comune, un proprietario ha abbattuto una villetta in stile liberty per salvare la quale si era mossa un'associazione locale con esposti e appelli rimasti inascoltati. Il proprietario, il direttore dei lavori e il titolare dell'azienda sono stati denunciati per abuso edilizio dai vigili urbani. L'ufficio tecnico ha adottato un provvedimento di sospensione dei lavori. La normativa comunale prevede solo ristrutturazioni di modesta entità ed esclude demolizioni e ricostruzioni. I lavori consistevano in una avanzata opera di demolizione del fabbricato esistente. I vigili urbani hanno emesso i controlli e hanno trovato irregolarità nelle attività nel cantiere.
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