Si allargano gli scavi di San Gaetano fino alle abitazioni Gli scavi archeologici di San Gaetano, da quasi trent'anni sulle tracce del porto romano di Vada, si allargano fuori dal recinto del sito attuale e si inoltrano nell'abitato cittadino. Il via a palette e scopini è previsto per la prossima campagna di scavi, quindi settembre 2010. «Il sito, aperto dal 1982 - dice Marinella Pasquinucci direttrice degli scavi - è circa 240 metri per 120 e raccoglie resti di un villaggio etrusco e del porto di Vada, quando era scalo marittimo di Volterra. Ma ormai è chiaro che in questa zona si estendeva una vasta città che andava molto oltre l'area fin'ora esplorata». L'annuncio è stato dato ieri, durante il tradizionale appuntamento per la fine della campagna di scavi. A illustrare le novità insieme alla direttrice, Simonetta Menchelli, archeologa che fa parte della squadra col collega Paolo Sangriso. «Naturalmente - precisa Edina Regoli, direttrice del museo comunale - si scaverà dove sarà possibile». «La prima area interessata - dice Pasquinucci - sarà quella appena fuori dal recinto, il cosiddetto villaggio Fanfani, ma ci si inoltrerà fin dove sarà localizzata la probabile presenza di resti». La decisione è stata presa in seguito ai sopralluoghi di due tecnici, che hanno rilevato con speciali apparecchiature la presenza di strutture nel sottosuolo: Adriano Ribolini del dipartimento di scienze della terra di Pisa e Alessandro Bianchi della Soget (Società di geofisica) di Lucca. Fra le sorprese di quest'anno, resti di cui fino a oggi si ignorava l'esistenza. «Pensavamo che le piccole terme fossero la costruzione più avanzata rispetto al mare - dice un archeologo all'opera - e invece abbiamo trovato altri resti di fronte». «Quest'anno - spiega Pasquinucci - i lavori si sono concentrati in corrispondenza del magazzino e delle piccole terme». «Abbiamo portato alla luce - afferma Simonetta Menchelli - il canale di raccolta e scolo delle acque piovane. Più a monte abbiamo rinvenuto un pozzo del I secolo e un muretto del VI». Fra le note dolenti, la collocazione del sito, che sorge in un terreno di proprietà di Solvay-Ineos, a confine con la zona industriale. «Questo - dice la direttrice degli scavi - rende poco accessibile il sito per ragioni di sicurezza. Resta aperto principalmente nel periodo degli scavi: sia per i cittadini che per i laboratori didattici delle scuole, prendendo contatti col museo di Marittimo. Ultimo giorno disponibile domani (oggi per chi legge, ndr) dato che sabato si chiude la campagna. La collocazione, inoltre, rende più difficile il passaggio da "sito" a "parco" archeologico». «Ma questo - aggiunge Regoli - non è l'unico ostacolo. Occorrono ingenti finanziamenti». Nell'immediato il sito lamenta la presenza di ospiti non graditi. «Molti vengono col metal detector - dice Pasquinucci - in cerca di monete». «Qualcuno - aggiunge un archeologo - viene a correre con le moto». «Non è difficile - dice Bartoletti di Solvay - oltrepassare la recinzione».
VADA. A caccia degli etruschi negli orti di casa
Gli scavi archeologici di San Gaetano, che si sono svolti per quasi trent'anni, si allargheranno per la prima volta fuori dal recinto del sito attuale. Il progetto, previsto per la prossima campagna di scavi, si concentrerà sull'abitato cittadino e si inoltrerà fino a dove sarà localizzata la probabile presenza di resti. I lavori si sono concentrati in corrispondenza del magazzino e delle piccole terme, e sono stati portati alla luce il canale di raccolta e scolo delle acque piovane e un pozzo del I secolo. La collocazione del sito, in un terreno di proprietà di Solvay-Ineos, rende poco accessibile il sito per ragioni di sicurezza.
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