Beni culturali, Cgil Pompei: declassati i siti vesuvianiNAPOLI - "No al declassamento di Pompei, Ercolano e dei Siti archeologici vesuviani" è lappello dei lavoratori di Pompei aderenti alla Fp Cgil della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei che, in un documento, denunciano i rischi dellaccorpamento con Napoli. "Non si può considerare ufficio periferico una struttura che partecipa al bilancio con oltre il 95 delle risorse economiche. Purtroppo si profila, a guardare i primi atti del nuovo soprintendente (Maria Rosaria Salvatore, ndr) uno spostamento su Napoli di attività e di funzioni - si legge nella nota - La Cgil è preoccupata, e lo sono tutti i lavoratori, sia per limpatto negativo sul territorio in termini di occupazione, di visibilità istituzionale, di gestione dei beni archeologici ma anche per lassenza di un modello di funzionamento". "A tutto questo si aggiunge la presenza di un Commissario straordinario il quale si sovrappone o priva il Soprintendente di funzioni ed attribuzioni. Altro che degrado - conclude il documento - e stato di emergenza che, in ogni caso è ascrivibile a ben altri livelli di responsabilità e non certo ai lavoratori".
Beni culturali, Cgil Pompei: declassati i siti vesuviani
Beni culturali, Cgil Pompei: declassati i siti vesuvianiNAPOLI - "No al declassamento di Pompei, Ercolano e dei Siti archeologici vesuviani" è lappello dei lavoratori di Pompei aderenti alla Fp Cgil della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei che, in un documento, denunciano i rischi dellaccorpamento con Napoli. "Non si può considerare ufficio periferico una struttura che partecipa al bilancio con oltre il 95 delle risorse economiche. Purtroppo si profila, a guardare i primi atti del nuovo soprintendente (Maria Rosaria Salvatore, ndr) uno spostamento su Napoli di attività e di funzioni - si legge nella nota - La Cgil è preoccupata, e lo sono tutti i lavoratori, sia per limpatto negativo sul territorio in termini di occupazione, di visibilità istituzionale, di gestione dei beni archeologici ma anche per lassenza di un modello di funzionamento". "A tutto questo si aggiunge la presenza di un Commissario straordinario il quale si sovrappone o priva il Soprintendente di funzioni ed attribuzioni. Altro che degrado - conclude il documento - e stato di emergenza che, in ogni caso è ascrivibile a ben altri livelli di responsabilità e non certo ai lavoratori".
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