Convegni e spettacoli, si apre il Festival. La presidente Qualarsa: «Non basta il restauro» Dalla tutela alla valorizzazione. Terminato il tempo dei restauri delle ville venete si pensa ora a come farle diventare «volano per l'economia». Con queste parole Nadia Qualarsa, presidente dell'Istituto regionale ville venete presenta il terzo festival in onore degli edifici palladiani (e non) sparsi nel territorio regionale, che prenderà il via sabato a villa Contarini Ghirardi di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. Tutto ruota attorno al «miglior utilizzo » delle oltre 4000 ville esistenti tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, di cui 2200 vincolate dal ministero dei Beni Culturali. «Non basta il restauro avverte Qualarsa ora bisogna accendere i riflettori sul futuro e considerare che il problema della conservazione e della valorizzazione delle ville è sempre più di natura economica». Se nell'immediato dopoguerra ci si è trovati di fronte a delle costruzioni di pregio trasformate in ospedali militari o in magazzino per derrate alimentari, oggi ci si pone la questione del mantenimento in buono stato di salute. I proprietari privati, circa l'85 per cento del totale, stanno già individuando delle strade. Villa La Rotonda di Vicenza, ad esempio, apre al pubblico per visite guidate o altri eventi. Villa Malinverni di Lugo di Vicenza è diventata un punto di riferimento per ricevimenti nuziali o di altri tipi, villa Emo di Fanzolo, in provincia di Treviso, è stata trasformata in fondazione culturale. Un percorso che l'Istituto ville venete spera venga intrapreso da altri proprietari per una maggiore fruizione pubblica dei gioielli veneti. E il forum di apertura del Festival della villa veneta tratterà proprio di questo. «Sabato mattina a partire dalle 9.45 discuteremo, come dice lo stesso titolo dell'iniziativa dichiara Nad ia Qualarsa della "valorizzazione per la fruizione della bellezza". Attraverso testimonianze ed esperienze a livello mondiale, l'incontro sarà terreno di confronto tra testimonianze autorevoli sul rapporto tra valorizzazione e fruizione della bellezza, sull'analisi delle eredità storico e culturali, di progetti ed opportunità di sviluppo ». Tra i relatori ci sarà lo storico dell'arte Fernando Rigon, il direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto Ugo Soragni e alcune personalità provenienti da India e Marocco. «Come intervenire continua la presidente dell'Irvv è il nostro prossimo impegno. Vorrei costituzione un tavolo di lavoro al fine di portare idee progettuali concrete ». Ma il Festival avrà anche momenti più leggeri. Sabato a villa Contarini di Piazzola verranno aperte le porte a tutti per degustazioni di prodotti locali, spettacoli di danza in verticale e di musica. Domenica, invece, villa Pojana, nel Basso Vicentino e la stessa villa Contarini saranno aperte al pubblico (la prima gratuitamente, la seconda pagando 2 euro per la prenotazione). Sabato 3 ottobre le premiazioni. Sarà consegnato un premio alla memoria di tre illustri vicentini. Al marchese Giuseppe Roi e all'avvocato Michele Benetazzo mancati qualche mese fa, e a Renato Cevese, lo storico dell'arte deceduto lunedì e di cui oggi si celebrano i funerali a Vicenza. Alla moglie del professore ieri il presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck ha inviato una lettera, ricordando quando Cevese è stato suo insegnante. «Grazie a lui è stato risparmiato più di qualche scempio ambientale e svilimento architettonico».