La polemica. Urbanistica, Lazise verso il referendum Due referendum per chiedere direttamente ai cittadini ciò che vogliono per il loro paese. Il primo in Italia in materia di pianificazione urbanistica. Questo l'obiettivo del comitato Difendi Lazise, che ieri mattina ha depositato in Comune due quesiti referendari su cui i cittadini del paese del Basso lago saranno chiamati se l'iter arriverà a conclusione , ad esprimersi. «I cittadini possono e devono rivendicare il loro diritto a partecipare attivamente alle decisioni sulla gestione del territorio spiega la portavoce Annalisa Mancini , opponendosi così alle scelte fatte dai nostri amministratori». Il primo quesito referendario chiede il ritiro del Pat (piano di assetto territoriale) approvato in consiglio comunale lo scorso 6 agosto. «Oltre quattrocentomila cubi totali tra residenziale e commerciale-alberghiero, una gigantesca colata di cemento su un territorio già congestionato e sfigurato da anni di edilizia speculativa - commentano i promotori dell'iniziativa - , a cui si aggiungono sconcertanti accordi a trattativa privata formalizzati ancora prima che il Pat venisse adottato ». Il comitato chiede la realizzazione di un nuovo piano con limiti molto più severi di edificabilità e consumo del territorio. «Per far passare questo progetto si è parlato di edilizia convenzionata - continua la Mancini - noi pensiamo che ci siano altri modi per sostenere i residenti che chiedono nuove case, come le coppie giovani. Ad esempio il recupero dei volumi già esistenti ma sottoutilizzati, come quelli delle seconde case». Ed è proprio quest'ultimo tema a costituire il secondo quesito referendario. Il sindaco Renzo Franceschini per ora non si sbilancia. «Non so se tecnicamente la via referendaria sia percorribile, ma al di là di questo bisogna precisare che il Pat è un semplice strumento di pianificazione ».