Il caso Continua il dibattito sulla realizzazione dell'impianto tra l'Archeologico e Capodimonte promesso dall'assessore regionale Il soprintendente: servirà anche a contenere il traffico L'Assessore ai Trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta, ha illustrato al Corriere del Mezzogiorno il progetto in fase avanzata di studio da parte dell'assessorato di una funivia che metta in connessione il centro di Napoli (l'area del Museo Nazionale e di Piazza Cavour) con la parte alta (il Museo e il Parco di Capodimonte) nella prospettiva di creare un collegamento aereo (in otto minuti) tra i due musei. Abbiamo chiesto a Stefano Gizzi alla guida della Soprintendenza per i beni architettonici, il paesaggio, il patrimonio storico artistico di Napoli e Provincia un parere sul progetto. «L'idea di un' "aereovia" che renda più facilmente raggiungibile il polo di Capodimonte, separato dal vallone della Sanità, con il resto della città, mi sembra una soluzione interessante ed anche stimolante per una progettualità architettonica contemporanea. È una proposta apprezzabile intanto perché riprende lo schema di un modello che fu proposto alla fine dell'Ottocento da un valoroso ex soprintendente, Adolfo Avena, che aveva disegnato una funicolare aerea che avrebbe dovuto collegare la Galleria Principe Umberto con il Vomero, passando attraverso i Quartieri Spagnoli. Avena studiò per molto tempo quest'opera incontrando a Parigi Eiffel (autore della famose Torre) per dare maggiore fattibilità all'intervento. Ma il progetto non fu mai realizzato, soprattutto per motivi di natura economica. Era certamente un progetto all'avanguardia per l'epoca, tale da dimostrare il suo forte interesse verso la modernità». Una funivia non potrebbe essere un intervento troppo invasivo? «Non credo che l'opera proposta possa essere di nocumento per il paesaggio. Essa, passando esattamente sopra il ponte napoleonico, non creerebbe altre linee di frattura dal punto di vista paesistico-ambientale. Sulla strada si vedrebbero solo i cavi di sostegno che ricalcherebbero la traccia già aperta dal ponte. Soltanto durante il passaggio della navetta si noterebbe la presenza di un oggetto estraneo, ma non sarebbe di alcun fastidio perché diverrebbe una presenza saltuaria. Nel contempo si andrebbe a effettuare un forte rafforzamento della struttura della città intesa come un insieme di tracciati, di assi, di relazioni geometriche e di volumi». Quali potrebbero essere allora i vantaggi? «Il principale vantaggio, oltre alla facilità di collegamento tra i musei, sarebbe quello di una cospicua miglioria del traffico. Quel che è stato proposto in alternativa, e cioè una navetta che dovrebbe attraversare via Santa Teresa degli Scalzi e corso Amedeo di Savoia Duca d'Aosta, va contro le esigenze della città attuale, ed aumenterebbe l'inquinamento e lo smog atmosferico. Secondo me, anche se la navetta fosse elettrica, sarebbe comunque causa di ingorghi, di rallentamenti e di traffico, e non sarebbe in grado di svolgere con efficacia il compito desiderato. Molto meglio un sistema svincolato dalla rete urbana sottostante. Direi che dovrebbero essere sentite Lorenza Mochi Onori, soprintendente del Polo Museale napoletano (ma, conoscendola, credo che potrebbe essere favorevole a questa idea essendo persona aperta nei confronti delle trasformazioni e dei miglioramenti), nonché Maria Rosaria Salvatore, soprintendente speciale per l'archeologia, anch'essa molto aperta al contemporanea (quand'era soprintendente a Perugia bandì, insieme alla Direzione Generale per le Arti e l'Architettura Contemporanea, un concorso per innesti contemporanei al teatro romano di Spoleto)» . Quali potrebbero essere i problemi legati alla tutela dei beni architettonici? «Bisognerebbe fare grande attenzione ai due piloni che potrebbero essere invasivi nella parte bassa. Certamente occorrerebbe studiare una soluzione architettonica di elevata qualità per non creare disturbo alla circolazione e alla vista delle case nelle vicinanze: ma ciò costituirebbe una sfida interessante per la composizione architettonica attuale e per le relazioni con il restauro urbano. Così come dovranno essere approfondite le relazioni tra la stazione di partenza e il quartiere di San Giuseppe dei Nudi, dove essa sorgerebbe. Inutile dire che bisognerebbe fare grande attenzione al progetto della stazione di arrivo a Capodimonte, ovviamente, dove sarà necessario risolvere tutti i problemi di impatto ambientale, e il rapporto con il Museo e con il Parco. Ma si tratta di passaggi ovvi. Nella sostanza l'idea di una funivia mi sembra una cosa intelligente e auspicabile. E poi, soprattutto, bisogna avere coraggio. In una città come Napoli bisogna avere il la forza di lasciare un segno progettuale della nostra epoca, un segno legato alla contemporaneità, al periodo storico in cui esso viene realizzato». Come avviene in Europa. «Non solo in Europa. Anche in altre città, oltre oceano, esistono realizzazioni di ogni tipo e anche molti esempi di funivia, o sistemi analoghi, che garantiscono un collegamento tra la città alta e quella bassa. Mi viene in mente, per esempio, Salvator da Bahia, in Brasile, dove esiste sia un ascensore (Elevador Lacerda) sia una cremagliera in grado di collegare due parti della città, ricalcando ciò che era stato già fatto nella città madre Lisbona-, in Portogallo. Anche lì, nel centro della città, esiste un ascensore urbano che, mi sembra, costituisce una soluzione interessante, in grado di arricchire il carattere della città». Che idea si è fatto di Napoli? «Sono qui a Napoli da un anno e mezzo, conosco abbastanza la città, ancora non benissimo, in ogni caso me ne sono fatto un'idea relativamente chiara. È una città affascinante, ovviamente, ma anche molto contraddittoria: molti problemi, invece di essere risolti, vengono ingigantiti, anche in maniera poco costruttiva, impedendo alla città di svilupparsi e di trasformarsi naturalmente. Attualmente il tema partenopeo che più mi preoccupa è il problema del disegno del fronte a mare dell'intera costa napoletana, da Pozzuoli fino a Castellamare di Stabia: mi sembra che siano in atto trasformazioni che debbano essere studiate con grande attenzione e con maggiore considerazione della specificità dei luoghi».
NAPOLI - Gizzi: Funivia dei Musei, l'idea di Cascetta mi convince
L'assessore ai Trasporti della Regione Campania, Ennio Cascetta, ha presentato un progetto per una funivia che collega il centro di Napoli (Museo Nazionale e Piazza Cavour) con la parte alta (Museo e Parco di Capodimonte). Il soprintendente Stefano Gizzi ha espresso un parere positivo sul progetto, considerandolo una soluzione interessante e stimolante per una progettualità architettonica contemporanea. Gizzi ha sottolineato che la funivia non sarebbe invasiva per il paesaggio e potrebbe aiutare a contenere il traffico. Ha anche menzionato che il progetto potrebbe avere un impatto positivo sulla città, migliorando il traffico e rendendo più facile il collegamento tra i musei.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo