Calcio e business. Incontro tra il sindaco e Angelini Il 29 a Trigoria con Alemanno e Marrazzo La data c'è, comunicata dalla Roma: il 29 settembre, ore 11, a Trigoria. Gli invitati e l'area pure: il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Piero Marrazzo, per uno stadio che sorgerà in zona Massimina, quadrante nord-ovest di Roma, uscendo dallo svincolo del Gra sull'Aurelia a destra. I dubbi, però, restano. La sovrintendente ai Beni paesaggistici Federica Galloni frena: «A noi - ha detto - non risulta nulla. Non sapevamo che i lavori iniziassero addirittura la prossima settimana. Non abbiamo nessuna preclusione su alcun tipo di progetto, ma mi sembra eccessiva la costruzione di due stadi, mi domando che fine farà l'Olimpico ». La partita, comunque, è grossa. E non riguarda solo lo stadio. In discussione, per la Roma, c'è il futuro societario. E se, da un lato, Unicredit continua l'iter di pignoramenti su Italpetroli (controllante del club giallorosso, per ora esclusa da queste azioni), l'altra notizia è di ieri: il sindaco Alemanno, dopo la Sensi, ha incontrato Francesco Angelini, industriale farmaceutico interessato all'acquisto della società. Argomento del colloquio, la possibile rilevazione da parte di «mister aspirina» del pacchetto azionario di Trigoria. Lo stadio rappresenta uno snodo strategico. E lo stesso Alemanno aveva proposto un patto alla Sensi: costruzione del nuovo impianto, in cambio della disponibilità a discutere di cessione societaria. Nel progetto, si parla di un'area da 130 ettari, con attività commerciali, strutture alberghiere, edilizia residenziale a tre chilometri. Il terreno è di proprietà del gruppo Scarpellini, l'elaborazione è dell'architetto Gino Zavanella: nell'area, anche un laghetto artificiale, una piscina e centri sportivi. Top secret, ancora, il costruttore che si occuperà dell'edificazione del nuovo stadio e di quello che lo circonda. Alcuni dettagli li ha veicolati la Roma, tramite i propri canali: allo studio parcheggi e una monorotaia per collegare lo stadio alla metro A. Capienza di 54 mila posti, per poter ospitare anche un ipotetico campionato europeo. E i problemi con le sovrintendenze, di cui ha parlato l'altro giorno Alemanno? Sono superate oppure, secondo quanto dice la Galloni, ancora no? La zona è classificata come terreno agricolo non di pregio. Quattro anni per realizzare l'impianto, 300 milioni di investimenti. Sarebbe necessaria, comunque, una variante al Prg. L'assessorato all'Urbanistica, però, è stato tenuto fuori dalla faccenda che, riferiscono in Campidoglio, «è diretta competenza del sindaco ». Luciano Ciocchetti, Udc, va all'attacco: «C'è una mancanza di pianificazione, e le aree dei nuovi stadi di Roma e Lazio sembrebbero salvaguardate da importanti vincoli». Il sottosegretario allo sport Rocco Crimi gli ha offerto un ponte: «Andiamo avanti col progetto di legge sugli stadi». E la Lazio? I biancocelesti sono un passo indietro. L'area individuata sulla Tiberina è a rischio esondazione, e il Comune ha messo uno stop. Anche perché la cubatura voluta dal presidente Lotito è piuttosto imponente. Rivali Rosella Sensi presidente della Roma e il patron della Lazio Claudio Lotito: divisi dal colore delle magliette, sono però uniti dalla necessità di realizzare, per le rispettive società, stadi di proprietà. Sembrava che Lotito fosse in anticipo sui tempi ma è di ieri l'annuncio che il prossimo martedì, ( 29 settembre) la Roma presenterà, davanti ad Alemanno e a Marrazzo, il progetto del nuovo impianto sportivo Il ruolo della Provincia Zingaretti: noi non coinvolti Sulla realizzazione di nuovi stadi la Provincia «non è stata coinvolta e del resto non abbiamo le competenze». Non intende polemizzare con il sindaco di Roma Gianni Alemanno il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ma tiene a dire che «ma tra qualche mese i poteri urbanistici arriveranno alla provincia». Per Zingaretti comunque gli stadi sono «una possibilità per la Roma di costruire una prospettiva e poi successivamente anche per la Lazio. Sulla questione - ha poi aggiunto - so solo quello che leggo sui giornali, nessuno spirito di polemica ma voglio vedere come va a finire. Sono temi molto delicati che riguardano la pianificazione urbanistica, l'insediamento di nuove aree, ci vuole massima attenzione e concertazione. Quando sarà il momento la Provincia darà una mano» perchè «penso che la cosa migliore sia che si vada avanti, la collaborazione la vogliamo garantire». Zingaretti ha poi parlato dei suoi rapporti con il sindaco: «Con Alemanno ho un rapporto di assoluto rispetto e collaborazione, ma detto francamente il sindaco di Roma dovrebbe contare di più sulla Provincia per le discussioni sulle politiche romane del territorio. Ad esempio sulla questione rifiuti: il Governo e il Comune si sono incontrati per discutere di una possibile discarica fuori Roma e noi l'abbiamo letto sui giornali. Su altre questioni come quella di Fiumicino c'è stata invece cooperazione».