Il caso La direttrice: «Servono 15 milioni. Una parte della struttura mai restaurata dopo l'alluvione» La cultura è in crisi e i finanziamenti tardano ad arrivare. Ne sa qualcosa Fulvia Lo Schiavo, soprintendente ai beni archeologici della Toscana, che ieri a margine della presentazione della mostra «Antinoo dopo e oltre», ha puntato il dito contro il Ministero per i beni culturali, sottolineando lo scarso interesse con cui da tempo guarda la difficile situazione del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. «Da oltre quattro anni ha spiegato la soprintendente Lo Schiavo chiediamo ai governi che si sono succeduti nel corso del tempo un finanziamento straordinario di 15 milioni di euro per realizzare un progetto di restauro dell'ultima parte del complesso del museo archeologico fiorentino, non ancora riportata alle condizioni pre-alluvione del 1966. Ma a Roma fanno orecchie da mercante ». A poco a poco, attraversando momenti di grandi difficoltà (il museo denunciò di non avere i soldi per tenere acceso il riscaldamento nelle sale), sono state ristrutturate diverse zone del complesso. L'unica area rimasta sospesa nel limbo del non-finito è la cosiddetta «Ex Innocenti», quell'ala del complesso dove si trova il ripristinato ingresso su via Gino Capponi (oltre a un grande salone oggi utilizzato per mostre temporanee), e ai piani superiori delle sale vuote, alcune delle quali adibite a deposito. «Di anno in anno ha detto la direttrice Carlotta Cianferoni chiediamo i contributi necessari alla sopravvivenza ed è l'unica cosa che ci viene data». Il progetto, sulla carta, «esiste già ha incalzato la soprintendente Lo Schiavo È stato curato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze ed è pronto da tempo. Tutte le sezioni del complesso museale, nel corso dei decenni, sono state interamente risistemate: manca solo la parte delle sale, per la quale non si riesce a sbloccare alcun fondo. È il segno della cecità dei governanti nei confronti dell'unico e irriproducibile patrimonio che il nostro paese possiede, quello culturale». Per tentare di smuovere gli animi e accelerare i tempi, la soprintendenza ha già stabilito una data per la presentazione al pubblico del progetto di restauro dell'area, fissata per il 31 novembre. «Non è stato scelto un giorno a caso ha continuato Cianferoni e il 31 novembre è il giorno della festa della Toscana, lo abbiamo scelto perché il progetto che presenteremo non ha un grande significato solo per noi ma per la regione intera».