Presentata nella capitale la pedonalizzazione del Duomo. Poi la legge speciale: «Io sono pronto» ROMA È un ritorno sul luogo del delitto. L'antitram Mario Razzanelli aveva lanciato qui l'appello internazionale contro il «mostro» sui binari al Duomo. Il sindaco Matteo Renzi (che giura di non ricordarselo) sceglie anche lui la sede dell'Associazione stampa estera per rilanciare la notizia della pedonalizzazione del Duomo. L'attenzione, però, si sposta subito su quello che sembra aver prodotto questa scelta: l'apertura dal governo sul tavolo tecnico e sulla legge speciale. «Non è così: la pedonalizzazione, il ministro Sandro Bondi l'ha letta dalla agenzie», taglia corto. Che è pronto a consegnare il «suo» testo di legge speciale al governo prima del 26 ottobre. «Il premier ha promesso, il 2 giugno scorso, la legge speciale e non ho dubbio alcuno che mantenga la parola». Una legge per fare cosa? «Gestione dei beni culturali, lotta alla burocrazia e esame delle aree dismesse, investimenti per innovazione ambientale e tecnologica». Perché non è possibile che da Accademia e Uffizi lo stato ricavi 32 milioni di euro «senza restituire nulla alla città» e che il Comune paghi per il carico dei turisti che arrivano nei due musei. E lo stesso ragionamento vale per l'Ici «ancora non rimborsata interamente», il carico fiscale «stimato dall'economista Alessandro Petretto in 10 miliardi di euro per tutto il sistema metropolitano: ma qui ne ritornano solo sei e mezzo». Insomma, ci vuole un «risarcimento» per Firenze. Che potrebbe non essere fatto (solo) di soldi ma soprattutto di «poteri speciali e meno burocrazia». È il Duomo, però, il centro dell'attenzione dei giornalisti stranieri. I due ettari e mezzo in più di centro senza auto (nessuna, neanche le carrozze a cavallo, «non c'entra il sindaco, non c'entrerà neanche la macchina del vescovo», dice Renzi) servirà per abbattere le 2,6 tonnellate di ossido di carbonio, i 450 kg di polveri fini dalla zona. E diminuiranno i passaggi dal centro degli autobus, da 2.740 a 2.200 al giorno. Il 20 in meno, compatibile con la nuova riorganizzazione del servizio, secondo le ricerche fatte sui passeggeri che passano dal centro. Una riorganizzazione che non viene ancora illustrata perché Ataf (che conferma l'acquisto dei 5 nuovi mezzi elettrici e di altri 49 bus di nuova generazione) sta ancora curando i dettagli. Le linee 31, 32 e 33 (da Grassina e Bagno a Ripoli) non arriveranno più alla stazione, ma si fermeranno nei pressi del Duomo, in via del Proconsolo. E 14 e 23, che transitano in via de' Pucci, gireranno in via Cavour e proseguiranno per la stazione da piazza San Marco, Indipendenza e via Nazionale. Neanche i disabili accederanno al Duomo in auto, e Renzi ricorda che «sono troppi 16 mila permessi per una città da 360 mila abitanti. Gli verranno trovati posti parcheggio vicino». Ci saranno nuove aree sosta dei tassisti, che, se sono contenti per il mancato arrivo della tramvia, chiedono di poter passare dall'area pedonalizzata: «La mancanza totale di accesso alla piazza si potrebbe tradurre in un peggioramento della qualità del servizio e in un maggior costo delle corse». Ma, dice Palazzo Vecchio, le cose rimarranno così. Perché il segnale dato, secondo il sindaco, è troppo importante: «Rappresenta un primo passo per rilanciare una delle città d'arte più note al mondo e migliorare la qualità della vita dei fiorentini, applicando il concetto greco dell'agorà». La giornata di ieri è stato però anche il giorno del confronto con l'ad di Ferrovie Mauro Moretti. Non c'era solo il tema dell'alta velocità, sul quale Renzi dice che «l'incontro è stato buono ». Lui e Moretti condividono la preoccupazione «di fare presto e bene» risolvendo i problemi di sicurezza per i cittadini (ma pare che Moretti abbia ribadito i costi e i tempi del cambiamento del progetto della stazione dagli Ex Macelli). Se Renzi spinge per la stazione definitiva della Tav a Campo di Marte, è la sistemazione in quel luogo di quella provvisoria che preoccupa i tecnici del Comune: i lavori a Santa Maria Novella partiranno a dicembre, se quella non sarà più funzionale, il carico su Campo di Marte sarebbe micidiale per il quartiere. E intanto ieri, in commissione urbanistica, l'iter di quella degli Ex Macelli ha continuato la sua corsa, con un incontro con i responsabili di Regione e Osservatorio ambientale. Nello stesso momento, a Roma, c'è tempo di parlare anche dei derivati, gli swap che minacciano il bilancio di Firenze «come di altri Comuni. Certo, sono una bomba ad orologeria. Abbiamo aperto una discussione con gli istituti di credito, c'è il modo di rinviare il timer della bomba». Una rinegoziazione?
FIRENZE - Renzi reclama l'incasso dei musei fiorentini
Il Duomo di Firenze è stato pedonalizzato, con l'apertura di due ettari e mezzo di centro senza auto. La legge speciale, presentata dal ministro Sandro Bondi, prevede la gestione dei beni culturali, la lotta alla burocrazia e l'esame delle aree dismesse. Il sindaco Matteo Renzi ha promesso di ridurre il carico dei turisti e di migliorare la qualità della vita dei fiorentini. La pedonalizzazione del Duomo è stata accolta con favore dai giornalisti stranieri, che hanno notato la riduzione delle emissioni di ossido di carbonio e delle polveri fini. Tuttavia, la riorganizzazione del servizio di autobus e la mancanza di accesso alla piazza per i disabili sono state criticate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo