L'altro fronte Ieri nuovo incontro tra i sindaci dell'hinterland: «La sesta pista? Aspettiamo le mappe» «Non è stato un conclave, non esageriamo», scherza uno di loro. Ieri mattina i dieci sindaci metropolitani si sono riuniti a Sesto, «ma mica dovevamo scegliere il nuovo Papa. Più semplicemente, dobbiamo parlare con Matteo Renzi». Infatti le segreterie dei primi cittadini, più quella del presidente della Provincia Andrea Barducci («capo diplomazia» in questa vicenda), sono al lavoro per trovare il giorno e l'orario giusti per un vertice di tutta l'area metropolitana, il primo passo verso un confronto meno conflittuale tra Firenze e gli altri Comuni. «Ora, dopo il consiglio comunale di Firenze di lunedì scorso e questo nostro incontro dice il sindaco di Pontassieve, Marco Mairaghi ci sono tutte le condizioni per una riunione. Il nostro obbiettivo finale deve essere la definizione di un piano strategico delle funzioni dell'area metropolitana». All'Antico Spedale del Bigallo di Bagno a Ripoli, luogo del primo vertice una settimana fa, i sindaci avevano scritto una lettera a Renzi in cui gli chiedevano «una visione metropolitana » dei problemi e delle possibili soluzioni. Il vertice sestese è stato una sorta di prosecuzione di quello del Bigallo, ma è stato più tecnico che politico. I sindaci hanno fatto una panoramica sulle questioni più importanti che sono sul tappeto con Firenze, in particolare l'aeroporto e i termovalorizzatori da costruire a Case Passerini e alla Rufina. Ma non sono mancati cenni ad altri temi toccati da Renzi lunedì scorso, come la pedonalizzazione di piazza Duomo che, dice il sindaco di Calenzano Alessio Biagioli, «avrà sicuramente ricadute sulla mobilità dei Comuni limitrofi e noi vorremmo parlarne». E, fa capire qualche sindaco, visto che le amministrazioni sono socie di Ataf, il fatto di non concordare le decisioni potrebbe creare più di un problema nei rapporti tra gli azionisti. Ad esempio: in caso di richiesta di ricapitalizzazione della società, alcuni Comuni potrebbero pure rispondere picche. Comunque, al centro dell'incontro di ieri c'è stato soprattutto l'aeroporto. Con in mano il documento di Adf a proposito delle cinque ipotesi di nuova pista aeroportuale, i dieci hanno affrontato anche l'idea della «sesta pista» di cui Renzi ha parlato durante il consiglio comunale di lunedì. Una proposta di allungamento della pista, ma «spostandola» verso il territorio fiorentino, in particolare nell'area Fondiaria, senza toccare il Parco della Piana. I sindaci fanno notare che per ora questa ipotesi non è neanche suffragata da veri studi e nemmeno da mappe. Ma se Renzi trovasse davvero lo spazio per una pista tutta sul territorio di Firenze, potrebbe portare avanti il progetto senza dipendere dal sì dei sestesi e dei campigaini. Sarebbe uno strappo. Ma lui lo ha ribadito anche ieri: «Sono disponibile a mettermi ad un tavolo alla pari, come fossi il Comune di Vaglia» su tutte le questioni, da Castello all'aeroporto ai rifiuti «ma le decisioni vanno prese presto ». Renzi deve approvare il Piano strutturale, e se non ci saranno risposte entro il 26 ottobre «andremo avanti da soli ». Da Sesto e Campi ribattono che se anche la «sesta pista » fosse fattibile dal punto di vista tecnico, su quell'area è stata fatta una valutazione di impatto sanitario che dice no ad altre fonti inquinanti se nello stesso quadrante c'è da costruire il termovalorizzatore. «E non ho motivo di pensare sottolinea Gianassi che altrove ci sia un'opinione diversa sui termovalorizzatori». «C'è da rispondere a una domanda importante afferma il sindaco di Lastra a Signa, Carlo Nannetti la nuova pista o l'inceneritore? Vogliamo soffocare nei rifiuti?».