l sindaco presenta a Roma la pedonalizzazione del Duomo. Poi incalza Berlusconi sulla legge speciale: «Sono pronto» Promessa di tempi certi nell'offerta alla Fiorentina, oggi la risposta della società Cittadella, 4 anni potrebbero bastare. L'operazione lanciata dal sindaco Matteo Renzi e che oggi verrà discussa nel cda della Fiorentina, potrebbe arrivare a regime (o comunque essere già partita concretamente) entro il 2014. «In quattro anni ce la facciamo a chiudere tutto», ha detto ieri Renzi a Roma, presentando alla stampa estera la pedonalizzazione del Duomo. Il sindaco lancia un messaggio a Fondiaria-Sai: la revisione della convenzione sull'area a Castello è la condizione per poter lanciare il project financing. «La vicenda è facilmente risolvibile se prevale il buon senso ». E stamani, il cda della società viola si riunirà (con i Della Valle in collegamento audio video), in vista il cambio del presidente. «Quattro anni per la Cittadella» Oggi la risposta dei Della Valle Palazzo Vecchio s'impegna: è possibile farcela entro il 2014 Quattro anni. Se tutti i pezzi del puzzle che il sindaco Matteo Renzi ha presentato per la Cittadella viola si incastrassero perfettamente, nel 2014 il nuovo stadio e il parco a tema per finanziare il progetto potrebbero essere già una realtà, o perlomeno un «work in progress» con le ruspe al lavoro. «In quattro anni ce la facciamo a chiudere tutto», dice a Roma il sindaco dopo aver presentato alla stampa estera la pedonalizzazione del Duomo. Ma l'attenzione ora è tutta puntata sui rapporti con la Fiorentina e con Fondiaria- Sai. Ci sono stati contatti? Renzi si trincera (come ha fatto per settimane) dietro un riserbo stretto quando gli si domanda se si è visto o sentito con gli altri attori in commedia, i Della Valle e Salvatore Ligreti: «Contatti? Ce li ho tutti i giorni, con gli urbanisti e i tecnici del Comune». Ma, anche se in consiglio comunale ha chiarito che per affrontare la convenzione con Ligresti su Castello ha messo di mezzo gli avvocati (per la precisione lo studio legale Pericu: ieri mattina Renzi ha incontrato l'ex sindaco di Genova a Roma, e hanno già cominciato a lavorare ad una possibile «autotutela »), il sindaco manda messaggi distensivi: «Parliamo con tutti». Lui rimane ottimista. Sa che non sarà una passeggiata, tutto passa dal possibilità di modificare la convenzione con Ligresti. Un contratto firmato, su una partita da (circa) un milardo di euro. Sarà sufficiente l'ipotesi di un confronto legale per convincere a modificare i termini dell'accordo, mantenendo lo stesso spazio di parco, preferibilmente abbattendo parte delle volumetrie previste? «Sono molto ottimista su Castello e Cittadella. Certo, i tempi burocratici sono lunghi. Ma abbiamo detto che siamo pronti a rinnovare la convenzione per i campini per 4 anni». Cioè il tempo necessario a chiudere la partita urbanistica, lanciare un project financing su stadio e parco, far partire i lavori: «E poi, Della Valle ha sempre detto che bastavano due anni per costruire la Cittadella. E per l'area si può chiedere il dissequestro». Appunto, il dissequesto e la vicenda giudiziaria. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, a Repubblica , ha ricordato che l'area di cui si sta parlando non è ancora nella disponibilità del Comune: il passaggio degli 80 ettari da Fondiaria- Sai a Palazzo Vecchio potrà avvenire solo a conclusione dell'accordo procedimentale e della variante urbanistica per le scuole e la sede della Provincia, sospesa per l'inchiesta. «Quattrocchi dice Renzi ha ragione, e siamo talmente d'accordo che l'avevamo già ricordato. L'accordo procedimentale è legato ad una variante mai approvata. E il Comune nell'inchiesta potrebbe essere parte civile, come succede sempre, se le cose vanno avanti». Di nuovo, ritorna alla diplomazia: «La vicenda è facilmente risolvibile se prevale il buon senso». E, dopo la partita, ribadisce: «I Della Valle non devono comprare il terreno da Ligresti, noi non possiamo decidere questo. Quello dipende dai rapporti tra di loro. Abbiamo detto che l'unica area che diventerà pubblica tra qualche mese è quella, e li per noi si può fare». Sull'altro fronte, quello della società, tutto tace. Non c'era, ieri sera alla stadio, Diego Della Valle, non c'era il presidente Andrea, la cui ultima apparizione al Franchi risale al 29 di luglio. Hanno preferito, i due fratelli, evitare i contatti con Firenze, con la tribuna d'onore, con i giornalisti e soprattutto con i tifosi. Una decisione che era nell'aria, già da qualche giorno, ma la concomitanza (questa mattina) del cda strordinario ufficializzato con tanto di comunicato la scorsa settimana aveva di fatto lasciato una porta aperta alla possibilità di rivedere i Della Valle allo stadio. Niente di tutto questo anche perché fino a ieri sera ora e luogo del cda sono rimaste gelosamente top secret. Gli stessi consiglieri di amministrazione (ieri in tribuna) hanno affermato per tutto il pomeriggio di attendere notizie. E la sede potrebbe essere Firenze, ma con i Della Valle in collegamento telefonico a Milano. All'ordine del giorno, cariche sociali e gestione della società. La possibilità che Andrea Della Valle si dimetta continua ad essere l'ipotesi più probabile. Al suo posto potrebbe essere promosso l'attuale vicepresidente viola Mario Cognigni, ma non sono escluse sorprese. Z