D'accordo, non c'è solo il Lago di Garda, anzi la sua sponda bresciana, tra Limone e Sirmione: le competenze dell'architetto Luca Rinaldi, 52 anni, soprintendente ai Beni culturali e paesaggistici si estendevano su tre province, Brescia, Cremona, Mantova. Una zona vasta e ricca di tesori. Eppure, la notizia del trasferimento del soprintendente a Trieste, ha colpito soprattutto le associazioni che da anni si battono per salvare quanto resta del paesaggio gardesano. Un ambiente a rischio, vista la pressione edilizia su quello che, sin dai tempi di Virgilio e Catullo, è una sorta di sintesi mirabile dell'ambiente italiano. Con un lavoro paziente e attento, Rinaldi era, tra l'altro, a un passo da un obiettivo da tempo inseguito: un provvedimento di stretta salvaguardia di tutta la zona a lago di Lonato, a cominciare dai terreni agricoli che circondano l'abbazia di Maguzzano. Ora, il successore, Andrea Alberti, dovrà riprendere le file, ma gravato dall'interim su altre province. Rompendo il riserbo, preoccupato soprattutto che si allenti l'attenzione sulla tutela del paesaggio, Rinaldi ha risposto alle nostre domande. Qual è oggi la situazione paesaggistica del Lago di Garda? «Si registra finalmente un rallentamento della febbre edilizia che negli ultimi 10 anni ha devastato i residui scampoli di paesaggio, specie nel basso lago. Spero che ora non si riparta con il nuovo piano casa». Cosa si può fare per salvare il salvabile? «Dobbiamo prendere atto che il paesaggio è stato profondamente modificato. Fino a 20-30 anni fa i piccoli borghi interrompevano la continuità degli uliveti e dei vigneti, ora sono questi che interrompono la distesa infinita di case da vacanze». Cosa fanno le soprintendenze con competenza sul Garda? «Nel complesso, molto con pochissimi strumenti a disposizione. Il problema è che le scelte urbanistiche sono in mano ai Comuni». Ma lo Stato non è chiamato a rivedere i Piani paesistici con le Regioni? «In Lombardia non è stato ancora firmato un protocollo d'intesa. Intanto la Regione sta varando autonomamente un proprio piano. Le strutture statali sono allo stremo. In Lombardia aspettiamo dal nuovo concorso 8 architetti, ma solo a Milano negli ultimi tre mesi se ne sono andati 5. Un anno fa la Soprintendenza di Milano aveva richiesto un minimo di 10 nuovi funzionari e 10 collaboratori solo per affrontare l'emergenza del Piano e della revisione obbligatoria dei vincoli esistenti». La tutela dell'abbazia di Maguzzano e del territorio del suo antico Comune monastico non mostra che si può fare ancora qualcosa? «Io ho puntato molto in questi anni su forme di tutela diversificate, con la proposta di vincoli su complessi monumentali e sul loro ambiente circostante. I primi vincoli sono passati. Adesso però vi sono maggiori difficoltà presso lo stesso ministero, cui ora i privati si rivolgono direttamente per bloccare i provvedimenti di difesa. Per Maguzzano e il suo Lido abbiamo scelto la strategia di pianificare gli strumenti di tutela con il Comune di Lonato, che ha mostrato grande sensibilità sul tema. È stato un percorso lungo e faticoso, che presto, spero, con il mio successore, giungerà a compimento». Dal ministero è stato intanto disposto l'accorpamento dell'Ufficio di Verona con quello di Brescia... «Per il Garda, paradossalmente, potrebbe essere l'occasione di una tutela unitaria e omogenea. Temo però che il peso di due importanti strutture, tra l'altro con problemi di carenze di uomini e di mezzi, faccia passare in secondo piano le questioni del paesaggio, che sono le più delicate. Auspico anch'io che il ministero provveda a nominare dirigenti titolari sulle due sedi».
LOMBARDIA - Piano casa, per il Garda torna il rischio cemento
Luca Rinaldi, 52 anni, soprintendente ai Beni culturali e paesaggistici, ha lasciato il suo incarico a Trieste per trasferirsi a Milano. La sua partenza ha colpito soprattutto le associazioni che si battono per salvare il paesaggio del Lago di Garda. Rinaldi era a un passo da un obiettivo da tempo inseguito: un provvedimento di stretta salvaguardia di tutta la zona a lago di Lonato. Il suo successore, Andrea Alberti, dovrà riprendere le file, ma gravato dall'interim su altre province. Rinaldi ha espresso preoccupazioni sulla tutela del paesaggio del Lago di Garda, che è stato profondamente modificato negli ultimi anni.
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