Gli uffici regionali del ministero per i Beni e le Attività Culturali gradiscono il "disappunto espresso per la possibilità che una delle sedi (Orvieto) venga chiusa" significa che in quelle strutture viene reso qualche servizio utile . A dirlo è il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Francesco Scoppola che aggiunge nuovi elementi sulla decisione della Soprintendenza di cui si è parlato in questi giorni. Dal 2008 la Soprintendenza mista, competente sui beni mobili ed immobili, ha cessato le sue funzioni e, al suo posto, sono state istituite due distinte Soprintendenze: una per i Beni Architettonici e Paesaggistici e l'altra per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici attualmente affidate ad Anna Di Bene e a Vittoria Garibaldi. Tale distinzione praticata quasi ovunque - precisa Scoppola - è legata certamente al patrimonio presente in Umbria che meritava un potenziamento delle strutture del Ministero. La modifica è avvenuta in fase di attuazione del Decreto del Presidente della Repubblica 2332007 ed attuata gradualmente tra fine marzo e fine agosto 2008. L'esigenza di garantire ad Orvieto non una, ma più Soprintendenze, è stata oggetto di colloqui e corrispondenza con il sindaco tra gennaio e febbraio 2009 e con autorità religiose e civili, concordando un cambiamento teso al potenziamento dell'ufficio di Orvieto. Non all' improvviso, ma con una direttiva dell'aprile scorso e senza alcuna fretta - prosegue - si è data attuazione a quegli accordi, stabilendo che le diverse Soprintendenze fossero presenti ad Orvieto in giorni fissi e prestabiliti della settimana, così da garantire nello stesso ufficio, coordinato dal direttore amministrativo Cristina Catti, un servizio per ogni disciplina di tutela. Se, trascorsi alcuni mesi e dopo la modifica del regolamento in vigore dal 2 agosto, con la massima cautela, si sta dando graduale attuazione alle disposizioni previa comunicazione del 14 settembre scorso al nuovo sindaco, ciò non significa che si intenda chiudere improvvisamente un ufficio, semmai potenziarlo e articolarlo tra diversi ambiti disciplinari, ampliandone la competenza che risulterà estesa a varie materie. Non solo si potrà trattare di questioni relative all'architettura e al paesaggio, ma anche alla storia dell'arte e all'archeologia. Se nella fase di transizione e di prima sperimentazione si dovesse verificare qualche inconveniente, ce ne scusiamo in anticipo: è il prezzo da pagare per migliorare. L'allarme - conclude - deve aver avuto origine solo per un fraintendimento circa la cessazione delle attività della Soprintendenza mista, che in effetti da tempo è soppressa .