Anche la Uil Beni Culturali, con il suo segretario generale Gianfranco Cerasoli dopo il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido chiede al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di fermare quello che definisce «lo scempio di Forte Malamocco», con la trasformazione del forte ottocentesco in albergo, con villette garage e piscina. Un provvedimento che ha già il sì della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e che oggi dovrebbe avere il via libera definitivo dalla Conferenza regionale di servizi sul Lido, convocata a Ca' Farsetti e coordinata dal commissario straordinario per il Pala-cinema Vincenzo Spaziante, nell'ambito dei provvedimenti collegati alla realizzazione della nuova sede della Mostra. Cerasoli denuncia il superamento dei vincoli architettonici e ambientali per consentire l'intervento di trasformazione curato dalla Est Capital di Gianfranco Mossetto e ricorda che sull'area del Forte Malamocco - compreso tra le fortificazioni del Lido e della gronda lagunare di costruzione austro-ungarica - grava quello del Palav, il Piano ambientale per la laguna veneta che non appare superabile. «Tra l'altro - conclude il segretario della Uil Beni Culturali sarebbe interessante capire come si è espresso il Comitato tecnico scientifico per i Beni architettonici e paesaggisti del Ministero.
VENEZIA - Stop alla speculazione a Forte Malamocco.
Anche la Uil Beni Culturali, con il suo segretario generale Gianfranco Cerasoli dopo il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido chiede al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di fermare quello che definisce lo scempio di Forte Malamocco, con la trasformazione del forte ottocentesco in albergo, con villette garage e piscina. Un provvedimento che ha già il sì della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e che oggi dovrebbe avere il via libera definitivo dalla Conferenza regionale di servizi sul Lido, convocata a Ca' Farsetti e coordinata dal commissario straordinario per il Pala-cinema Vincenzo Spaziante, nell'ambito dei provvedimenti collegati alla realizzazione della nuova sede della Mostra. Cerasoli denuncia il superamento dei vincoli architettonici e ambientali per consentire l'intervento di trasformazione curato dalla Est Capital di Gianfranco Mossetto e ricorda che sull'area del Forte Malamocco - compreso tra le fortificazioni del Lido e della gronda lagunare di costruzione austro-ungarica - grava quello del Palav, il Piano ambientale per la laguna veneta che non appare superabile. Tra l'altro - conclude il segretario della Uil Beni Culturali sarebbe interessante capire come si è espresso il Comitato tecnico scientifico per i Beni architettonici e paesaggisti del Ministero.
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