Roma declassa la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia: la struttura che si occupa dei beni architettonici e paesaggistici in regione subirà una riduzione di fondi e organici. Il Ministero dei Beni culturali guidato da Sandro Bondi ha infatti scelto di inserire la direzione regionale in un gruppo di regioni descritte dagli operatori come secondarie . Il Fvg farà dunque parte di un gruppo di regioni, tra cui Calabria, Umbria e Marche considerate comunemente come zone di serie B. La scelta, che già negli scorsi mesi aveva creato preoccupazioni, e la reazione del Ministero, potrebbe significare una drastica riduzione della possibilità d'intervento per la Soprintendenza regionale. Il tutto, spiegano dalla Direzione regionale, si inserisce nel nuovo modello di organizzazione studiato a Roma. «Un sistema - ha precisato il direttore Roberto Di Paola - che in teoria non avrebbe dovuto comportare svantaggi. In pratica invece ha finito per lasciarci al palo rispetto a tante altre realtà italiane». «La situazione - ha detto Di Paola - è tutt'altro che rosea. Nell'ultimo periodo i fondi a nostra disposizione sono diventati scarsissimi. Roma ha preferito finanziare progetti avviati in altre regioni. Di questo passo avremo giusto i fondi per la sopravvivenza del castello di Miramare a Trieste». Probabile che la situazione faccia anche saltare una serie di interventi già programmati in Friuli Venezia Giulia. Alla scarsità di certezze e di fondi si affiancano i dubbi sul nuovo dirigente regionale. Luca Rinaldi, l'architetto nominato alla Soprintendenza regionale di Trieste dal ministro Bondi ancora a fine agosto, non è ancora arrivato in regione. E gli uffici, hanno spiegato dalla direzione regionale, rischiano di essere bloccati.