La Biennale di architettura di Venezia guarda alle «metamorfosi» della città e, per la prima volta, diventa itinerante sbarcando in Cina. La nona Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia (12 settembre-7 novembre 2004), presentata ieri a Roma, alla presenza del ministro dei beni artistici e culturali, Giuliano Urbani, affronterà i cambiamenti in atto nell'architettura contemporanea, sia nel campo della teoria e della pratica progettuale sia nell'uso delle nuove tecnologie costruttive. «Il percorso espositivo», spiega il direttore, Kurt W. Forster, «ipotizza infatti la figura del visitatore come testimone di questi cambiamenti, che, sfuggendo alle tradizionali prospettive interpretative, giustificano in modo sempre più evidente un aperto e innovativo confronto con l'evoluzione degli organismi viventi e le loro capacità di trasformazione. Grazie alla ricerca di materiali che possiedono qualità variabili e reattive molte architetture stanno cambiando natura. Esse assumono forme curvilinee e avvicinano le funzioni dei loro involucri a quelle di membrane viventi. Sono già numerosi gli architetti che cercano di conferire qualità organiche alle loro costruzioni, mentre i nuovi materiali accolgono e sottolineano gli effetti atmosferici». La mostra dedicherà particolare attenzione al tema dell'acqua. Per la prima volta la Biennale (www.labiennale.org) amplierà i propri spazi, creando un padiglione galleggiante, una sorta di grande nave ancorata nel bacino dell'Arsenale, all'ombra delle Gaggiandre, che offrirà ai visitatori un ampio panorama di progetti di rinascita di «città d'acqua» per realizzare una nuova architettura. Una ventina di città accomunate da significativi rapporti con il mare, i laghi e i fiumi, da Bilbao a Buenos Aires, da Lione a Seul, presenteranno i rispettivi bilanci delle metamorfosi vissute dai propri waterfront urbani. La regione Veneto ha dato un contributo determinante a questa sezione, curata da Rinio Bruttomesso, direttore del Centro internazionale città d'acqua di Venezia. Un filo, inoltre, collegherà Venezia alla Cina. «La Biennale di Venezia», ha detto il presidente, Davide Croff, «è da oltre un secolo una delle istituzioni culturali più conosciute a livello internazionale, un laboratorio pluridisciplinare delle arti contemporanee. E se da un lato rappresenta per l'Italia un cannocchiale culturale che scruta e si allarga sul mondo, portando quel mondo a Venezia, può diventare, dall'altro, un formidabile strumento di promozione della cultura italiana all'estero e di divulgazione della conoscenza. Siamo partiti dal Sud Italia, con la Mostra di arti visive, ma il nostro obiettivo è ora arrivare in Cina (Pechino e Shanghai) con una parte di Metamorph, così come giovani architetti cinesi saranno presenti nella sezione di Aldo Cibic e in altre parti della mostra». A tal proposito il ministro Urbani ha annunciato un gemellaggio tra il Museo delle arti del XXI secolo di Roma e il Museo di arte contemporanea di Shanghai. Si tratta del «primo passo per creare una rete operativa fra sette musei sparsi in tutto il mondo». Metamorph presenterà i lavori di oltre 170 studi di architettura, più di 200 progetti e di 150 fotografie, numerosi video, suggestive immagini di metamorfosi naturali create dal fotografo Armin Linke. otto installazioni speciali di architetti del calibro di Ben van Berkel, Peter Eisenman, Ken-go Ruma, Juan Navarro Baldeweg, Massimo Scolari, Ron Arad, Wilkinson-Eyre, Sauerbruch-Hutton. L'allestimento della mostra, l'immagine grafica, come anche i tre libri-cataloghi che ne approfondiranno i risultati sono curati da un team newyorkese all'avanguardia, lo studio Asymptote (Hani Rashid and LiseAnne Couture) e Granivore. Gli eventi si articoleranno in due diversi ambienti. Nelle Corderie dell'Arsenale saranno esposte le opere che hanno rivoluzionato l'architettura a partire dagli anni 70: da quelle di Peter Eisenman (con i suo: automatismi terrestri), Frani O. Gehry (con gli edifìci che si trasformano in pesci), Aldc Rossi (l'architettura come memoria) e James Stirling (il collage costruttivista) alle ultime tendenze. Iniziando con la trasformazione (Transformations di edifici esistenti e ampliandosi alla nuova topografia (Topography), gli spazi delle Corderie ospiteranno anche le sezioni dedicate alle superfici (Surfaces), all'atmosfera (Atmosphere) e agli iper-progetti (Hyper-Projects). Nel Padiglione Italia ai Giardini della Biennale installazioni commissionate a diversi progettisti offriranno invece specifici esempi di come i vari cambiamenti epocali abbiano portato alle recenti trasformazioni in campo architettonico. Si potranno ammirare, per esempio, 40 concert hall, edifici dalle superfìci piegate e incurvate, megastrutture di grande impatto. La sezione Notizie dall'interno, curata da Mirko Zardini, raggruppa le architetture di interni realizzate recentemente in Italia. Sarà messa in risalto anche la formazione dei futuri architetti. Il preside della facoltà di design e arti dell'Iuav, Marco De Michelis, dirigerà un workshop con tutor e studenti di sei scuole internazionali di architettura (Eth di Zurigo, Aa di Londra, luav di Venezia, Tongji university di Shanghai, Columbia university di New York, universidad Catolica di Santiago del Cile), che illustreranno i risultati dei loro programmi didattici. L'architettura, infine, sarà presente alla 61a Mostra del cinema, durante la quale saranno mostrati i progetti vincitori del concorso per la costruzione del nuovo palazzo del cinema al Lido di Venezia.