Una decisione che fa epoca, con una data già fissata: il 25 ottobre. Da quella domenica, tutti a piedi in piazza del Duomo. Battaglie, insulti e referendum: memorie di un (lunghissimo) tempo ché fu. Il sindaco, con una frase, ha dato una mazzata definitiva alle polemiche. Pedonalizzazione senza tram. Per l'esultanza del consigliere comunale Mario Razzanelli, agitatore locale (promotore anche del referendum anti tram), il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il critico Vittorio Sgarbi megafoni della protesta a livello nazionale e internazionale. Coro al quale si sono via via aggiunte le voci soliste dei ministri Bondi e Matteoli, della critica d'arte Mina Gregori, del regista Franco Zeffirelli. E molti altri. Con la mossa a sorpresa di ieri, da piazza Duomo sloggiano anche i duemila autobus che attualmente transitano sulla direttrice San Marco-Cavour-Martelli-Cerretani. Gli uffici della mobilità stanno lavorando da alcuni mesi al progetto per il dirottamento delle linee, assieme ad Ataf: l'asse portante del traffico dei bus sarà via della Colonna, piazza Santissima Annunziata, piazza San Marco, via XXVII aprile, piazza Indipendenza, via Nazionale, piazza Stazione. Sui numeri ci sarà da lavorare: impensabile mantenere la media di duemila bus al giorno che transitavano al Duomo: Ataf sarà costretta a ridurre i passaggi del 30 per cento. Modificando le traiettorie. Una bella rivoluzione. Ma il presidente dell'Ataf Filippo Bonaccorsi è pienamente soddisfatto: «Una scelta buona per la città e anche per l'azienda: i dettagli dell'operazione saranno resi noti nelle prossime settimane». Renzi è netto: «Il Duomo non sarà lo spartitraffico più elegante del mondo, come diceva Alberto Arbasino», spiega il sindaco, dedicando la decisione presa a Firenze e ai fiorentini. Al bando lo spartitraffico. «Rilanciamo la sfida su come piazza Duomo deve vivere. Mi piacerebbe anche coinvolgere le associazioni culturali, il mondo di Firenze; quella deve essere una piazza, non deve essere un luogo lasciato ai turisti. Vorrei che anche la Chiesa contribuisse, perché il battesimo del bel San Giovanni che i nostri genitori hanno ricevuto potesse tornare a essere un'occasione per i fiorentini. Per dare un segnale di riconciliazione». La riconciliazione, in tutti i sensi, parte dalla restituzione del cuore della culla del Rinascimento ai pedoni questione che prima di aver ferito l'amministrazione Domenici, con il doloroso nodo del passaggio del tram, aveva impegnato seriamente i precedenti sindaci: nessuno era riuscito a trovare un'alternativa al passaggio al Duomo. E giù con le liti. E ora «riconciliazione», anche con il governo: il primo a rallegrarsi con il sindaco Renzi è il sottosegretario alla presidenza dei ministri Paolo Bonaiuti da sempre strenuo oppositore del «mostro sferragliante». «Quando cominciai la mia battaglia in difesa di Firenze e dei fiorentini, sembrava un'eresia dice Bonaiuti . Tutta la sinistra cominciò a spararmi addosso, da Domenici in giù». Questa che Boaniuti definisce una «mossa di buonsenso» potrebbe anche essere un ottimo segnale per la ripresa del tavolo per la legge speciale per Firenze. «Vedo che nella sinistra c'è un cambiamento di direzione, ne prendo atto e ne sono contento aggiunge Bonaiuti . Quanto al tavolo, ci eravamo lasciati con l'impegno di rivedersi: lo faremo non appena gli impegni ce lo consentiranno». E il sindaco torna a insistere sulla «riconciliazione». Ripete più volte il concetto nella sua lunga orazione. «Vorremmo proporre un gesto di riconciliazione con la città, specialmente nel momento in cui i nemici di piazza Duomo gridano al mostro, un treno che deturperà tutto, e dall'altra i nemici dei 2000 bus che dicono è una follia, uno scempio ambientale continuare a portarci tonnellate di traffico e smog», dice Matteo Renzi. Con la pedonalizzazione al Duomo Renzi fa fuori la tramvia e parla di necessarie modifiche ai tracciati delle linee 2 e 3 «perché è assurdo che la linea 2 non parta dal Polo universitario di Sesto Fiorentino». Applausi a scena aperta arrivano anche dal critico d'arte e sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi «Un'ottima idea ma tardiva, perché questa era una cosa che andava fatta vent'anni fa e perché trattare Firenze come una città dove le strade servono alle auto e agli altri mezzi per raggiungere esercizi commerciali è una grave sottovalutazione della sua vocazione naturale di città d'arte universale». Gaudio massimo, naturalmente, dal capogruppo di «Firenze c'è» Mario Razzanelli, promotore del referendum: «E' per me una grande soddisfazione che il sindaco abbia finalmente deciso di pedonalizzare piazza Duomo». L'unica nota discordante è quella di Americo Leoni, di Faisa-Cisal. «1160 degli introiti di Ataf derivano dal trasporto in centro. Pedonalizzare il Duomo vuol dire chiudere il centro e far portare ad Ataf i libri in tribunale».
FIRENZE - Duemila autobus dirottati tra via della Colonna e S. Marco. Cosa cambierà in piazza.
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha annunciato di pedonalizzare piazza del Duomo, eliminando il passaggio del tram. La decisione è stata accolta con entusiasmo da molti, tra cui il critico d'arte Vittorio Sgarbi e il consigliere comunale Mario Razzanelli, promotore del referendum anti-tram. La pedonalizzazione sarà effettuata con la riduzione dei passaggi dei bus di 30% e la modifica delle traiettorie. Il presidente dell'Ataf, Filippo Bonaccorsi, è soddisfatto della scelta, che considera una buona per la città e per l'azienda. Il sindaco Renzi ha anche invitato a coinvolgere le associazioni culturali e la Chiesa nella decisione, per dare un segnale di riconciliazione.
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