Altro che «revisione dei tracciati». Con le sue dichiarazioni di lunedì in consiglio comunale, il sindaco Renzi ha letteralmente cancellato con un colpo di spugna dieci anni di lavoro sui progetti per le linee 2 e 3. Decidendo di cambiare le carte progettuali sui due punti pi delicati (il passaggio da via Statuto per la linea 3; quello dal Duomo per la 2), Renzi ha reso vano il lavoro ciclopico svolto dalle due giunte Domenici e soprattutto, negli ultimi anni di mandato, dal vicesindaco Matulli e i tecnici alle sue dipendenze. Ma non solo: se sul versante tecnico si prefigura un «bagno di sangue» per il dietrofront dell'amministrazione, all'interno del Pd si affilano i coltelli per il «tradimento» renziano. Il sindaco Domenici, in risposta alle polemiche seguite al referendum, perso dal fronte dei favorevoli al tram, sosteneva riguardo al passaggio da piazza Duomo: «Se ci fossero progetti alternativi, li esamineremmo, ma ad oggi non ci sono». Si spingeva anche più in là l'assessore ai trasporti regionali Conti, in prima fila tra i sostenitori della «cura del ferro». E, con loro, tutto il partito, gli alleati di sinistra e Legambiente. Ma vediamo meglio, limitandoci alla linea 2, di cosa si sta parlando. Nel progetto attuale (fermo al ministero delle infrastrutture di Roma che non ha dato il via libera per la fase esecutiva), la linea collega l'aeroporto di Peretola e l'insediamento dell'area ex Fiat di Novoli con la nuova stazione dell'alta velocità agli ex macelli (anch'essa rimessa in discussione da Renzi) e il centro, passando anche per Santa Maria Novella.7,5 chilometri e 17 fermate. Il capolinea era previsto all'aeroporto Vespucci. Renzi, oltre a dichiarare l'indisponibilità a realizzare il tratto di piazza del Duomo-via Martelli, ha previsto un'altra variante per il tracciato, che secondo lui dovrebbe servire anche il polo universitario di Sesto Fiorentino. Si tratta insomma di riprendere in mano il progetto, buttarlo nel cestino e ripartire da capo. Ben diverso sarebbe stato cancellare le due linee come chiedeva (e continua a chiedere) Giovanni Galli e il Pdl, virando gli investimenti sulla riqualificazione del trasporto pubblico su gomma. Ma ancora più diversa dall'idea renziana è la linea scelta dal suo partito, il Pd, che nel programma elettorale aveva scritto, chiaro e tondo tra le priorità del mandato: «Realizzare subito e senza altri ritardi le linee 2 e 3 della tramvia». Da domani, a «remare contro» il sindaco, potrebbero non essere pi solo gli «ex» di Domenici.