Il sindaco risponde alle critiche dell'ex sindaco Mion e avverte: «Va modellato come un quadro in cui vanno rivisti alcuni tratteggi» Modellare il Pat come «un quadro in cui vanno rivisti alcuni tratteggi». Questo l'intento del sindaco Giorgio Dal Negro, che domani andrà in Regione, a Venezia, per parlare dei «ritocchi» che intende fare al Piano di assetto del territorio predisposto dall'amministrazione precedente, approvato dalla Conferenza di servizi del 18 giugno e in attesa di ratifica. Ma prima, secondo Dal Negro, «bisognerà che una nuova Conferenza prenda atto dei cambiamenti che la nuova amministrazione di Negrar intende fare». L'appuntamento previsto lunedì, come annunciato dallo stesso primo cittadino, è slittato a domani. Dal Negro promette che chiederà quello che va predicando da un po': via dal Piano i vincoli che vanno oltre le leggi dello Stato e della Regione, via i motivi alla base della conflittualità con alcuni cittadini. «Voglio stare in pace con la gente di Negrar», dice, «e far valere principi che mi paiono sensati e ragionevoli. Non credo che ci saranno problemi ad accettarli». L'ex sindaco Alberto Mion rivendica la paternità dello strumento urbanistico? «Oggi il Pat è del sindaco», ribatte Dal Negro, «ma non si preoccupi Mion, rimarrà sempre una cosa che hanno fatto altri, con altre idee, pensieri e capacità». E sull'invito a non procedere sulla strada intrapresa, ma a ratificare il Piano così com'è cambiando poi quel che serve, replica: «A questo quadro va messa la cornice che dico io». Il nuovo sindaco, scelto dal 54 per cento dei negraresi, è convinto che non ci vorrà molto per riconvocare una Conferenza di servizi, discutere, modificare, approvare e ratificare il «suo Pat». «Credo qualche settimana, con ottobre conto di aver chiuso tutti i passaggi. Sono pronto a farmi sentire in Regione tutti i giorni, se serve». Dal Negro prevede poi, a partire da novembre, di tuffarsi in una variante urbanistica «che sarà mia fino in fondo, pronta per l'estate 2010». Un cronoprogramma preciso che intende seguire alla lettera, non senza «tutti atti fiduciari del Consiglio nei miei confronti». E proprio in merito al Consiglio comunale, il sindaco si augura di trovare l'accordo con la minoranza su quella che definisce «la grande progettualità». «Sicurezza, viabilità e Central Sport Park sono temi che riguardano il bene comune e su cui mi auguro di trovare la condivisione dei progetti da parte dell'opposizione». Non si aspetta applausi o strette di mano dai suoi avversari politici. «Anche l'astensione andrà bene. Ogni scelta condivisa è migliore di quello che può decidere uno solo». Non che non ami gli scontri, il sindaco. Anzi. Più sono sanguigni e più gli piacciono. Per questo ammette di non aver partecipato al convegno di Cortina d'Ampezzo organizzato lo scorso fine settimana dal gruppo consiliare veneto del Pdl. Tra l'altro, c'erano anche figli, nipoti e amici da incontrare e festeggiare. «A Cortina avrei giocato in casa, circondato da grandi amici», dice, «non avrei fatto la differenza e ho preferito stare con la mia famiglia. Mi spiace comunque di non aver applaudito Giancarlo Galan, un po' meno di essermi perso il ministro Brunetta. Ha usato la mannaia e io preferisco il fioretto».
NEGRAR. Dal Negro: Un Pat sensato
Il sindaco di Negrar, Giorgio Dal Negro, ha risposto alle critiche dell'ex sindaco Alberto Mion, affermando che il Piano di assetto del territorio (Pat) è suo e che intende farlo modificare. Dal Negro promette di chiedere ai cambiamenti che vuole apportare al Pat, ma non si preoccupa di una possibile conflittualità con alcuni cittadini. Ha anche affermato che il Pat è del sindaco e che Mion non ha la paternità dello strumento urbanistico. Il sindaco ha anche promesso di tuffarsi in una variante urbanistica che sarà sua fino in fondo e di seguire un cronoprogramma preciso per la ratifica del Pat.
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