Antonio Casu ha annunciato che il prossimo Consiglio comunale affronterà l'argomento, sulla base della legge regionale Il prossimo Consiglio comunale di San Bonifacio affronterà il nodo del Piano casa regionale. Lo ha promesso il sindaco Antonio Casu, a margine degli incontri per la presentazione del nuovo strumento che dovrebbe, negli intenti della maggioranza che guida la giunta veneta, risvegliare l'edilizia e quindi l'economia. L'iniziativa è stata organizzata dal Comune e ha visto come primo relatore l'assessore regionale all'Urbanistica, Renzo Marangon, che ha tenuto a sottolineare la finalità sociale della nuova legge, che mira a «risolvere l'attuale crisi edilizia, mettendo in moto subito l'economia, legge che per essere applicata deve essere approvata da ogni singolo Comune entro il prossimo 30 ottobre». Il consigliere regionale Tiziano Zigiotto, presidente della commissione Urbanistica regionale, ha aggiunto che con la nuova legge sulla casa si darà lavoro a 100mila addetti, senza creare i temuti disastri ambientali perchè è destinata solo a zone già urbanizzate o a edifici vecchi e abbandonati, da realizzarsi anche con criteri di bioedilizia e di risparmio energetico, dando al cittadino, per la prima volta, la possibilità di superare la burocrazia». Il tecnico regionale Vincenzo Fabris, commissario straordinario per l'applicazione della legge, ha chiarito che «saranno interessate circa un milione di abitazioni, per un giro d'affari superiore a 6 miliardi di euro; che la legge sarà applicabile anche a edifici non residenziali; che rimane escluso l'abusivismo edilizio per cui non sarà una sanatoria; che non faranno volume le pensiline o tettoie coperte di pannelli fotovoltaici, che in ogni caso le distanze tra gli edifici dovranno essere sempre rispettate». Nell'incontro successivo sullo stesso argomento, organizzato dal circolo del Pd, non sono mancate le puntualizzazioni e anche qualche critica. Il consigliere regionale Franco Bonfante ha contestato «la concessione indiscriminata delle volumetrie a tutte le tipologie di edifici, dalle prime case ai capannoni industriali», ricordando che in altre regioni, come la Toscana, «il Piano casa prevede di aumentare di 70 metri quadri solo le prime case di abitazione». Ha fatto presente poi che «la legge genererà decine di conflitti di vicinato, con conseguenti strascichi legali; che chi vuole aumentare la propria casa a schiera dovrà convincere anche tutti gli altri proprietari ad aumentare la volumetria e così pure per i condomini». Il sindaco di Mezzane, Antonio Domenico Sella, ha lamentato che il Piano casa veneto è stato «pensato solamente come piano economico e non come piano urbanistico e mette sullo stesso piano territori diversi senza tener conto delle diverse esigenze». Infine, il consigliere comunale Stefano Piccoli ha concluso dichiarando che «il piano casa avrebbe dovuto puntare molto più sulle ristrutturazioni, così da garantire un accesso alla casa da parte delle famiglie di reddito medio-basso e un maggiore coinvolgimento delle piccole imprese artigiane».G.B.
SAN BONIFACIO. Il sindaco: arriva il Piano casa
Il prossimo Consiglio comunale di San Bonifacio affronterà il tema del Piano casa regionale. Il sindaco Antonio Casu ha promesso di affrontare l'argomento. La legge regionale mira a risolvere la crisi edilizia e mettere in moto l'economia. Il tecnico regionale Vincenzo Fabris ha spiegato che la legge sarà applicabile a circa un milione di abitazioni e che il giro d'affari sarà superiore a 6 miliardi di euro. La legge esclude l'abusivismo edilizio e non farà volume le pensiline o tettoie coperte di pannelli fotovoltaici. Il consigliere regionale Franco Bonfante ha contestato la concessione indiscriminata delle volumetrie a tutte le tipologie di edifici.
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