L immobiliare Novoli minaccia: fu Palazzo Vecchio a darci lok E stato il Comune, anni fa, ad autorizzare la società immobiliare presieduta da Mario Marinesi ad avviare i lavori del Multiplex e di tutti gli altri edifici che sono sorti o devono ancora sorgere sui terreni di Novoli con una Dia (dichiarazione di inizio di attività), e non attraverso la procedura più complessa del permesso di costruire. Perciò ora che ledificio del Multiplex è realizzato all85, se il pm Francesco Pappalardo confermasse, come sembra, il suo giudizio sulla inidoneità della Dia come strumento per costruire ledificio, la Immobiliare Novoli chiederebbe i danni al Comune: danni valutabili «in molte decine di milioni di euro». La dichiarazione di guerra della società arriva allindomani della chiusura dellinchiesta penale ma anche delle parole di Renzi che, nella sua relazione sul futuro urbanistico della città, ha espresso la propria contrarietà alla nascita a Novoli di unarea cinema (nove le sale previste), auspicando invece la riapertura di tre cinema in centro. La risposta di Immobiliare Novoli non si è fatta attendere. Un comunicato secco, poche righe con cui la società si limita a prendere atto «con sconcerto» delle dichiarazioni del primo cittadino, per poi spostare lattenzione sul procedimento in corso. Maurizio Paoli, il presidente degli esercenti cinematografici, esprime invece «grande soddisfazione» per la decisione di Renzi: «La dura battaglia che ho condotto dal luglio 2001 non poteva trovare riconoscimento più autorevole della sua validità», dice, auspicando una sorta di «piano cinema» per «difendere il tessuto delle sale diffuse». Fra le proposte cè listituzione di convenzioni per lutilizzo dei parcheggi per gli spettatori, un piano per favorire il raggiungimento delle sale allinterno della Ztl, una politica di esenzione di tributi o tariffe come Tia o Ici per gli esercenti e la promozione di una rete fra i cinema del centro che faccia perno sullAlfieri (di proprietà comunale). «Grandissima soddisfazione» anche da parte di Verdi, Legambiente e Ornella De Zordo (Perunaltracittà). Più scettica Gloria Germani del gruppo Cinehall: «Non credo che il problema per il centro sia il Multiplex quanto il fatto che la gente fruisce dei film in casa tramite Internet o Sky e quindi vivacizzare il cinema in centro è difficile. Il modello multiplex è più veloce e tecnologico. È difficile tornare indietro».