Guerra sulla norma che restituisce larea ai costruttori. Avvocatura comunale al lavoro Con i Matarrese potrebbe avviarsi una trattativa con crediti urbanistici in altri luoghi "Legge incongrua e di dubbia costituzionalità ma la proprietà resterà pubblica" A gennaio scorso la Corte europea ha dichiarato illegittima la confisca Punta Perotti divide ancora il Comune di Bari e la famiglia Matarrese. E sullarea adibita a parco pubblico adesso si stende unombra, legata alle possibili destinazioni future se, come prevede la legge, i suoli dovessero essere restituiti agli imprenditori che costruirono l"ecomostro". La nuova pagina di una battaglia ambientale e giudiziaria aperta da oltre dodici anni è scritta in un comma del pacchetto anticrisi, varato il 3 agosto dal governo Berlusconi. Dieci righe sulla «restituzione allavente diritto» dei terreni, intorno alle quali si è aperta una polemica a distanza legata al loro significato. «Una norma di difficile interpretazione, incongrua e di dubbia costituzionalità», lha liquidata il sindaco Michele Emiliano, che nel 2006 partecipò allabbattimento del complesso edilizio sul lungomare e firmò poi il progetto che ha portato alla realizzazione del "parco della legalità". Il primo cittadino ieri ha ribadito che la proprietà resta pubblica e ha dato mandato allavvocatura comunale di valutare i contenuti della legge e della nota inviata dalla presidenza del Consiglio. Secondo linterpretazione più stretta della norma, il Comune ha due possibilità: restituire il terreno ai Matarrese, che resterebbero vincolati dalle norme paesaggistiche, o avviare una trattativa su altri suoli. Sulle scrivanie dellAvvocatura di Stato di Bari, infatti, la scorsa settimana è arrivata la notifica di un decreto con cui si invitano i legali ad «assumere ogni iniziativa necessaria» per ottenere la revoca della confisca dellarea dal giudice di esecuzione. Lindicazione arrivata da Palazzo Chigi è di tornare alla radice della questione: gli imprenditori, pur avendo «costruito abusivamente su terreni lottizzati abusivamente», vanno risarciti. E il suolo andrebbe restituito loro dal Comune, in attesa della «liquidazione delle somme reciprocamente dovute» che spetta allo Stato. La decisione fa eco alla sentenza della Corte europea di Strasburgo, che a gennaio aveva condannato lo Stato italiano dichiarando illegittima la confisca del terreno e dei palazzi edificati a ridosso del mare. Non era messo in discussione, invece, labbattimento del complesso edilizio diventato simbolo degli "ecomostri" nazionali. Da Strasburgo si attende ancora la quantificazione del risarcimento per il gruppo Matarrese e per gli altri imprenditori che costruirono il complesso di Punta Perotti. Dalla Camera, intanto, sono arrivate nuove linee guida sul contenzioso. Un emendamento presentato dal parlamentare del Pdl Maurizio Del Tenno, inserito nel decreto anticrisi al comma ter dellarticolo 4, prevede infatti la restituzione allavente diritto dei terreni e stabilisce i criteri per la stima degli immobili. «Fermi restando gli effetti di revoca da parte del giudice dellesecuzione della confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite (...) la stima degli immobili avviene in base alla destinazione urbanistica attuale e senza tenere conto del valore delle opere abusivamente costruite» stabilisce la legge 102 del 2009. In base al testo bisognerà tenere conto anche degli interventi di riparazione straordinaria e delle spese compiute per la demolizione delle opere abusive. «Una norma incongrua, dai dubbi profili di costituzionalità e inopportunamente inserita in un articolo sugli "interventi urgenti per le reti dellenergia"» scuote la testa Emiliano. «La proprietà dellarea resta del Comune e ribadiamo la disponibilità a collaborare con lo Stato perché risponda adeguatamente allinvito della Corte europea a trovare una soluzione "amichevole", a condizione che larea di Parco Perotti rimanga di proprietà e uso pubblico» conclude il sindaco.
Il sindaco: Punta Perotti rimarrà dei baresi
Il Comune di Bari sta valutando la possibilità di restituire larea di Punta Perotti ai costruttori, in seguito alla sentenza della Corte europea che ha dichiarato illegittima la confisca del terreno e dei palazzi edificati a ridosso del mare. La legge, varata nel 2009, prevede la restituzione allavente diritto dei terreni, ma la sua interpretazione è stata oggetto di polemica. Il sindaco Michele Emiliano ha ribadito che la proprietà dellarea resta del Comune e ha dato mandato allavvocatura comunale di valutare i contenuti della legge. La decisione fa eco alla sentenza della Corte europea, che ha condannato lo Stato italiano per la confisca del terreno.
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