Lurbanista: prevedo una nuova saracinesca sul lungomare anche se meno invasiva della prima Su quei terreni sussistono i diritti di edificabilità che il Comune non ha mai cambiato «Una nuova saracinesca minaccia di calare sul lungomare di Bari». Scuote la testa Dino Borri, urbanista e consulente della magistratura che nel 1997 dispose la confisca degli edifici di Punta Perotti. Professore, che cosa succederà adesso? «Sono sconcertato. È più che plausibile che sulla scia della norma inserita nel decreto anticrisi, la famiglia Matarrese chieda la restituzione del terreno. Ora ha il diritto di farlo, e in quellarea sussistono ancora i diritti di edificabilità che purtroppo il Comune non ha mai voluto cambiare». Cosa potrebbe comportare una nuova edificazione? «Probabilmente non sarà così massiccia e invasiva come quella che fu progettata negli anni Ottanta, quando mancavano la consapevolezza e le norme che ci sono oggi. Le costruzioni sicuramente si potrebbero controllare nellimpatto, ma di certo sparirebbe il parco». Su quellarea cera anche un progetto in sospeso. «Parco Perotti rischia di perdere la possibilità di diventare uno dei giardini costieri più belli dellAdriatico. Pensare che sia perso mi ferisce profondamente, e doppiamente: il piano strategico voleva quadruplicare gli attuali cinque ettari attraverso una manovra urbanistica che prevede lo spostamento del lungomare a doppia carreggiata, arroccandolo sulla ferrovia interna, e la creazione di una comunicazione diretta tra il giardino e il mare e il collegamento con le aree a sud della lama Valenzano. Sarebbe unoccasione straordinaria per la città». Cosa potrebbe fare adesso il Comune? «Lamministrazione potrebbe proporre alle famiglie proprietarie altri terreni: credo e spero che avvenga questo. Ma dubito che ne saranno contenti i cittadini, magari di Carbonara o Japigia, che da un giorno allaltro vedranno spuntare 250mila metri cubi davanti alla propria finestra». Come si è arrivati a questo punto? «Io temo che la questione sia stata un po sottovalutata sotto laspetto legale e tecnico: cè stata una prima fase in cui la questione di Punta Perotti è stata molto seguita, sia dallamministrazione Di Cagno Abbrescia che dalla prima giunta Emiliano. Poi ho limpressione che si sia allentata la guardia, e a questo punto è iniziato il diluvio». Cosa intende? «La città è già stremata da un piano regolatore che non si vuole cambiare, e che porta in grembo dai 13 ai 20-25 milioni di metri cubi edificabili: un volume spropositato, pari a quanto è previsto per Roma che ha un territorio e una popolazione dieci volte superiore a quella di Bari. Quella di parco Perotti rischia di essere la prima goccia di un diluvio». (f.sav.)