Il procuratore: larea appartiene a Fondiaria , forse ha già saggiato la disponibilità a cederla Annunciando una procedura di evidenza pubblica per la realizzazione dello stadio e della cittadella viola nellarea di Castello, «il sindaco Matteo Renzi ha saltato un passaggio». Per poter bandire la gara, infatti, è necessario che i terreni siano nella disponibilità del Comune. Lintera area, però, appartiene a Fondiaria, per cui al momento «il sindaco dispone di una cosa non ancora sua». Sono riflessioni del procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, che coordina linchiesta sullo sviluppo urbanistico dellarea di Castello. Il magistrato ipotizza che il sindaco abbia parlato a ragion veduta, dopo aver saggiato la disponibilità di Fondiaria. «O più probabilmente il sindaco ha indicato delle linee programmatiche». Dalla procura non sembra arrivare alcun tipo di sbarramento nei confronti di un possibile sblocco della vicenda Castello. Larea è sotto sequestro dal 18 novembre 2008 e Fondiaria non ne ha mai chiesto il rilascio. La procura intervenne dopo che la giunta Domenici aveva inserito allultimo tuffo nel piano strutturale lindicazione di un nuovo stadio a Castello, mentre le intercettazioni facevano temere che per far posto alla cittadella viola venisse sacrificato prima di nascere il previsto parco di 80 ettari, che nella convenzione firmata nel 2005 dal sindaco Domenici e dal patron di Fondiaria Salvatore Ligresti era indicato come «lelemento essenziale» di qualificazione del nuovo insediamento. Laccordo prevedeva che Fondiaria cedesse a titolo gratuito al Comune gli 80 ettari destinati a parco, alla precisa condizione che non ne venisse modificata la destinazione urbanistica: niente parco, niente cessione dei terreni al Comune. Lunedì il sindaco Renzi ha escluso che a Castello possa essere costruito un solo metro cubo in più. Dunque per far posto alla cittadella viola dovranno sparire alcuni degli edifici previsti, come la nuova sede della Provincia, il complesso scolastico, forse anche la sede della Regione. In tal modo il parco non sarebbe sacrificato. Qualunque soluzione, in ogni caso, non può che passare attraverso una nuova trattativa con Ligresti: un percorso che sembra più produttivo rispetto alla impervia scelta del contenzioso legale. (f.s.)