Il progetto Quella di Intramoenia è stata unavventura che ci ha consentito di restituire vita al concetto di Grand Tour Il critico Achille Bonito Oliva annuncia levento promosso dalla Regione per il 2010 In primavera la fortezza normanno sveva di Bari aprirà i suoi spazi a sculture e installazioni Non solo unagenda di incontri, ieri nel foyer del teatro Margherita di Bari e stasera al castello di Barletta, per il critico darte Achille Bonito Oliva. Ad attenderlo infatti, in programma stamane, cè un tavolo progettuale con lassessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, e Ruggero Martines, direttore dei Beni culturali e paesaggistici della Puglia. Insieme metteranno a punto un progetto che può dirsi, senza timore di alcuna enfasi retorica, "epocale" per il castello normanno svevo di Bari. Il suo fossato, per decenni nel passato recente condannato al degrado se non talora al riuso come discarica a cielo aperto, diventerà lanno prossimo un palcoscenico per larte contemporanea. Una sorta di galleria en plein air, dietro le quinte la cura artistica di Bonito Oliva naturalmente. «Mi sembra una forma di riscatto importante - osserva il critico - per unarchitettura del passato così significativa. Ed è bello che larte contemporanea volga il suo sguardo indietro intercettando un bene come il castello. Sono abituato a questi corto circuiti, che non smettono tuttavia di affascinarmi. Anzi. Trovo poi molto poetica la suggestione di lavorare proprio nel fossato: mi piace questidea di esposizione catacombale di arte contemporanea». E non per caso la Regione ha chiesto aiuto a Bonito Oliva per questo evento che, previsto per la primavera 2010, sarà finanziato nel quadro del progetto "Puglia circuito del contemporaneo". Valga per tutti il caso della Certosa di Padula dove, ricorda il critico, «da otto anni a questa parte ho installato opere darte nelle celle e sculture nel parco». Cosabbia in serbo per Bari, invece, è un rebus che Bonito Oliva scioglierà in progress. «Penso a un dialogo con lidentità del castello - anticipa - cercando unintegrazione fra il contemporaneo e lantico. Più che far nomi di un artista invece che di un altro, credo che in questa fase sia prioritario definire la tipologia linguistica dello spazio. Un grande critico, in fondo, progetta il passato in quanto, rivedendo la storia, vi crea delle linee di lettura inedite. Volgerò così il mio sguardo indietro e selezionerò quegli artisti di oggi capaci di dialogare con questo mito architettonico e con il suo fossato che, di un castello, rappresenta la parte più intima». Quanto invece alla tappa 2010 di Intramoenia Extra Art, a esserne interessate saranno stavolta le province di Brindisi e Taranto (location in via di definizione, tranne il castello di Grottaglie). Mentre qualche nome fra gli artisti coinvolti trapela già, perché finora concordato fra lo stesso Bonito Oliva e Giusy Caroppo, curatrice generale del progetto. E qui si parla dellegiziano Moataz Nasr e degli italiani Stefano Cagol e Maria Cristina Crespo. «Quella di Intramoenia è stata una bella avventura che - confida Bonito Oliva - ci ha consentito di restituire voce al concetto stesso di Grand Tour. Allo stesso modo considero questintervento nel fossato del castello di Bari, pur esulando dal progetto di Intramoenia, una sorta di bella sigla finale per la mia esperienza in Puglia, una terra operosa che ho imparato ad amare sempre di più in questi ultimi anni. Prima di tutto per la strenua tutela della sua identità culturale, a cominciare dalla difesa della tradizione gastronomica, e per la cura che la popolazione sa avere dei propri luoghi».