ROMA Più di 170 studi professionali, oltre 200 progetti, circa 150 fotografie, 8 installazioni speciali, video, grandi immagini di metamorfosi naturali: sono i numeri della nona mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia «Metamorph», che aprirà i battenti dal 12 settembre al 7 novembre. Il tema sarà quello dei cambiamenti nell'architettura contemporanea nel campo della teoria, della pratica progettuale e nell'uso delle tecnologie costruttive. La mostra è stata presentata ieri dal ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, dall'ambasciatore Umberto Vattani, in rappresentanza del ministro degli Esteri Franco Frattini, dal presidente della Biennale, Davide Croff, e dal direttore del progetto, Kurt Forster. Le opere saranno allestite nelle Corderie dell'Arsenale e nel Padiglione Italia, ai giardini della Biennale. Nel primo spazio saranno presentati i lavori che hanno trasformato il panorama disciplinare dell'architettura, a partire dagli anni 70. Sarà, dunque, possibile vedere i progetti di Peter Eisenman, di Frank Gehry, di Aldo Rossi, di James Stirling, fino alle ultime tendenze. Nel Padiglione Italia, invece, troveranno posto le installazioni commissionate a diversi progettisti per evidenziare come i cambiamenti epocali abbiano portato alle recenti trasformazioni in campo architettonico. Sempre nel Padiglione saranno esposte, nella sezione "Notizie dall'interno", le architetture di interni realizzate recentemente in Italia. Nelle varie sezioni espositive sarà, inoltre, allestita la mostra fotografica con le opere di oltre 60 fotografi, opere che metteranno in evidenza gli scambi e le collaborazioni tra architettura e fotografia. Un altro allestimento sarà realizzato in un vero e proprio padiglione galleggiante, perché riguarderà le metamorfosi di circa venti città da Bilbao a Buenos Aires, da Lione a Seoul accomunate dal rapporto con il mare, i laghi o i fiumi. «Vogliamo testimoniare ha affermato il ministro Urbani che l'Italia non rivolge lo sguardo solo al suo glorioso passato, ma accetta la sfida di raccontare ai posteri i risultati più importanti raggiunti dall'arte contemporanea». Croff ha sottolineato come, dopo la trasformazione della Biennale da Società di cultura in Fondazione, ora si stia mettendo in atto il rilancio delle attività e del ruolo internazionale dell'ente. La strategia prevede, ha aggiunto Croff, anche «l'uscita da Venezia per il raggiungimento di mondi lontani, al fine di divulgare la conoscenza sulle discipline contemporanee e sull'innovazione artistica». L'obiettivo è di arrivare in Cina (Pechino e forse anche Shangai) con una parte della mostra.