Iglesias. Accordo tra la società Porto Flavia e il Comune per l'hotel con vista su Pan di Zucchero. Progetto modificato: saranno eliminati due piani. Avrà due piani in meno ma godrà di una vista ineguagliabile sul Pan di Zucchero. L'albergo sulla costa di Nebida sequestrato sei mesi fa potrà essere completato pur con un'altezza inferiore. Lo prevede l'accordo raggiunto tra proprietà e Comune. Avrà due piani in meno ma potrà essere completato il maxi-albergo il cui scheletro in cemento e acciaio svetta ormai da diversi anni lungo la strada panoramica di Nebida. A più di un anno dall'intervento della magistratura, che su segnalazione di alcune associazioni ambientaliste e della Forestale aveva apposto i sigilli al cantiere, sembra che la Porto Flavia srl, di un imprenditore di Domusnovas, titolare delle concessioni, sia in procinto di riprendere i lavori sulla struttura, che potrebbe dunque aprire i battenti già dalla prossima stagione estiva. Mentre il Tribunale accertava la regolarità delle procedure attraverso cui la società ha ottenuto le concessioni, questa ha completamente rivoluzionato il progetto iniziale, presentandone uno nuovo, che ha superato ogni scoglio amministrativo, ed è ormai in dirittura d'arrivo per l'approvazione definitiva. GIÙ L'ALTEZZA. Il risultato dovrebbe essere molto diverso da quello che l'incompiuta che ancora campeggia in località Santa Margherita lascia immaginare: un edificio più basso di almeno sei metri rispetto all'attuale, e meno "verticale", nel senso che buona parte delle cubature perse in altezza, verranno recuperate al livello del suolo. La Porto Flavia ha infatti in essere una convenzione con l'Igea, proprietaria dei terreni attigui al cantiere, che prevede la cessione delle aree in questione a progetto approvato. OK DEL COMUNE. Dal canto loro, gli uffici preposti del Comune di Iglesias hanno dato l'ok al nuovo piano, per la cui approvazione definitiva manca solo la formale acquisizione dei terreni sui quali la società dovrà edificare parte del nuovo albergo. Una formalità insomma, superata la quale, per la Porto Flavia srl, dovrebbe cominciare la discesa. Dovrebbe. Perché l'ultimo scoglio da superare è costituito dai sigilli apposti dalla magistratura sul cantiere, nel marzo di un anno fa, e per il momento non ancora rimossi. L'interessamento dell'autorità giudiziaria è scaturito dai numerosi esposti inoltrati negli anni da diverse associazioni ambientaliste, in particolare dal Gruppo di intervento giuridico - Amici della Terra, contro la costruzione di quello che hanno più volte definito un ecomostro, alto quasi venti metri, nel bel mezzo di uno dei panorami più suggestivi e fotografati della costa sarda. L'INCHIESTA. Le indagini della Procura si sono immediatamente concentrate sull'iter autorizzativo dei lavori, e sulle svariate deroghe e varianti al Piano regolatore comunale che nel 2003 hanno portato all'approvazione del progetto originario. Concessioni piuttosto di manica larga, visto che l'impresa è riuscita ad ottenere il nulla osta per la costruzione di 8 metri cubi per metro quadrato, rispetto ai tre consentiti in regime ordinario. Con il nuovo progetto, però, le cose dovrebbero essere decisamente cambiate, ed è plausibile che anche la magistratura, salvo eventuali responsabilità pregresse, allenti la presa e rimuova i sigilli in breve tempo. Il condizionale è ovviamente d'obbligo, ma è da considerare che, al di là dei profili giudiziari connessi al sequestro, la società ha da subito avviato con l'amministrazione di Iglesias un confronto per individuare le migliori soluzioni per scongiurare, da un lato, lo scempio che si è rischiato di perpetrare in una zona di immenso valore paesaggistico, e dall'altro, il completo annullamento di un'iniziativa economica che potrebbe avere discrete ricadute in termini di occupazione e d'incremento delle potenzialità ricettive nella costa. NUOVO PROGETTO. In tanti - non solo a Nebida e Iglesias - ancora storcono il naso, sostenendo che se Iglesias si fosse dotata negli anni scorsi di un Puc attualizzato secondo le norme del Ppr, nessun cantiere sarebbe mai stato aperto su quelle alture da cui si domina lo straordinario panorama sul faraglione del Pan di Zucchero. Ma altrettanti salutano con ottimismo l'adeguamento del progetto nella speranza che l'apertura di un nuovo albergo possa dare un po' di respiro alla disastrata economia.