«Ho sentito due passanti che, tra di loro, commentavano: "hanno sbagliato le misure" (in dialetto)». Il luogo è il lungolago e l'oggetto del dibattito un muro di cemento visibile attraverso le "finestre" della staccionata che delimita il cantiere delle paratie. Ma il problema, più che quello che non si vede, è ciò che non si vede più: il Lario, appunto. Se ne sono accorti alcuni lettori che ieri si sono "sfogati", chi per lettera e chi al telefono, con la redazione de «La Provincia». «Ho notato la recente costruzione di un muro alto quasi due metri che dai giardini a lago prosegue verso piazza Cavour e che impedisce la vista del lago - recita un'e-mail -. Dai progetti presentati sul sito del Comune riguardante il nuovo lungolago, risulta che la nuova passeggiata debba essere sullo stesso livello della strada (Lungo Lario Trento) senza interferire con il panorama; ma, da quanto vedo, non è così!». Un altro lettore, che lavora in un esercizio sul lato opposto del lungolago, segnala che, a prescindere da che cosa si vedrà una volta chiuso il cantiere, dalla nuova passeggiata, «di certo la vista del lago sarà preclusa dagli edifici affacciati su lungo Lario Trento, per lo meno dal piano terra». C'è chi già parla di «muro della vergogna» e tira in ballo l'assessore Fulvio Caradonna. Che, al telefono, risponde: «Il lettore si preoccupi della sua vita, dei muri di casa sua. Certo non lasceremo un muro di cemento armato, ma sarà coperto con delle pietre. Comunque il lago si vede benissimo». Sulle polemiche taglia corto e non ritiene di dover dare spiegazioni tecniche. «Tutti scopriranno come è bello il nuovo lungolago a fine lavori - si limita a dire l'assessore -. Il lago si vedrà, state tranquilli». Non resta che fare una passeggiata in loco, e dare un'occhiata al sito www.nuovolungolago.it, per capirci di più. Camminando da piazza Cavour verso i giardini a lago, le prime tre "finestre" sul cantiere, dietro le quali, guardando da Sant'Agostino, si capisce che stanno lavorando gli operai, sono oscurate. Le altre effettivamente si affacciano sul muro, di cui in alcuni tratti è ancora visibile l'armatura in ferro che attende la gettata di cemento. Non si vede più la diga foranea, ma solo la parte terminale degli alberi delle barche attraccate a Porto Marina. Anche lo specchio di lago verso viale Geno è sparito: spunta la villa, giù in fondo, che "galleggia" sopra il muro. Dai video e dai fotomontaggi online sull'opera finita, si intuisce che la passeggiata tra piazza Cavour e i giardini sarà su più livelli e, salendo due gradoni, si potrà camminare lungo la ringhiera. Nel rendering una bella, quanto virtuale, signora guarda verso il lago dal livello più basso, quello dell'attuale filare di alberi, che sarà mantenuto. Peccato non possa dire se riesca a vedere l'acqua o meno.