lunedì 21 settembre 2009 Venerdì 18 settembre 2009 è una data storica - di quelle da ricordare - per chiunque abbia a cuore il patrimonio storico artistico di Napoli. La grande chiesa dei Girolamini è stata eccezionalmente aperta per una due giorni carica di suggestioni per gli amanti dell'arte e della cultura partenopea.Tra le più belle chiese barocche d'Europa, il Monumento Nazionale dei Girolamini era inaccessibile ormai dal 1980 quando, a seguito del terremoto, era stata chiusa per lavori di restauro regolarmente sospesi per mancanza di fondi. E così per circa 29 anni, a causa della mancanza di continuità del cantiere di restauro, del monumento se ne poteva apprezzare solo la bellezza della facciata, opera di Ferdinando Fuga nel 1780, che si apre maestosamente sullo slargo di via Tribunali. Il maestro Riccardo Muti, lo scorso febbraio, lanciò un appello per recuperare il convento dei Girolamini che suscitò nuovo interesse per il monumento intero. Ma l'attenzione verso questa inestimabile opera d'arte c'è sempre stata. "Napoli senza la chiesa dei Girolamini è come Parigi senza il Louvre o Madrid senza il Prado" puntualizzava Antonio Pariante presidente del Comitato di Portosalvo, che da anni invocava la riapertura dello storico complesso. Tramite iniziative di sensibilizzazione, anche sul web, il gruppo di cittadini del Comitato di Portosalvo aveva sostenuto la riapertura dello storico monumento, volendo sottolineare come la chiesa dei Girolamini fosse uno dei simboli di una città che nega a se stessa le proprie bellezze, mentre si consacra a livello mondiale come Patrimonio dell'Umanità. La chiesa oggi è un manufatto culturale di straordinaria bellezza, fuso di sacralità e spiritualità al punto che resta difficile stabilire dove finisce l'edificio sacro e dove inizi il museo. La chiesa fu costruita dal 1592 fino alla consacrazione del 1619, ma in realtà l'opera di costruzione e di ampliamento procedette per più di tre secoli, creando una stratigrafia della storia dell'arte napoletana dal Rinascimento al Barocco. L'interno dell'edificio porta con sé le testimonianze delle opere dello sculture Pietro Bernini (padre di Gian Lorenzo), le opere di Guido Reni, dei napoletani Luca Giordano e Francesco Solimena, di Battistello Caracciolo e altri ancora. A ciò si aggiunge la preziosa Biblioteca, con vari fondi storici tra cui quello del filosofo Giuseppe Valletta per non dimenticare l'Archivio Musicale che racchiude la maggiore raccolta napoletana, dopo quella del Conservatorio e la ricca decorazione a cassettoni lignei del soffitto del XVII, danneggiato da un bombardamento nel 1943. "Non ci limiteremo a pubblicizzare un self-service dell'arte per anonimi visitatori" - spiega Don Sandro Marsano, Preposito della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri di Napoli e Conservatore del medesimo Monumento Nazionale , "ma porgeremo un testimone impegnativo ed entusiasmante anzitutto agli abitanti e quindi ai turisti perchè la chiesa è dono per tutti". "C'è ancora molto da fare" - continua Don Marsano che col suo impegno è riuscito a portare a compimento il lavoro poderoso portato avanti da decenni da padre Giovanni Ferrara - "i restauri sono quasi del tutto terminati e la speranza è che l'apertura definitiva avvenga al più presto. Non possiamo inaugurare un cantiere ancora aperto ma possiamo dire che questa apertura in sordina rappresenta un segnale forte". Ed è palese che oggi chiunque contempli la facciata bianco azzurra della chiesa possa provare appagamento nel soddisfare l'incontenibile spinta ad attraversare le porte d'ingresso finalmente spalancate, che celano un tesoro di inestimabile valore.
Riapertura eccezionale della Chiesa dei Girolamini di Napoli
Il 18 settembre 2009, la chiesa dei Girolamini a Napoli è stata aperta per due giorni per gli amanti dell'arte e della cultura partenopea. La chiesa, costruita tra il 1592 e il 1619, è stata chiusa dal 1980 a causa del terremoto e dei lavori di restauro. Il maestro Riccardo Muti ha lanciato un appello per recuperare il convento dei Girolamini, che ha suscitato nuovo interesse per il monumento intero. La chiesa è un manufatto culturale di straordinaria bellezza, fuso di sacralità e spiritualità, con opere di artisti come Pietro Bernini, Guido Reni e Francesco Solimena. La chiesa è stata restaurata e ora è aperta per visitare.
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