È di quasi due milioni di euro il valore commerciale degli oltre mille e duecento reperti archeologici sequestrati in provincia di Foggia dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari che hanno messo a segno un blitz del corso del quale sono state anche arrestate tre persone con le accuse, a vario titolo, di riciclaggio e ricettazione di reperti archeologici e di vendita di questi beni all'estero. I reperti, risalenti tra il VI e il II secolo avanti Cristo, venivano trafugati dalle diverse tombe archeologiche sparse sul territorio provinciale e poi affidati ai tre che provvedevano - dopo le operazioni di restauro - a venderli a intenditori e collezionisti anche americani. Gli investigatori non hanno rivelato le generalità delle persone indagate, limitandosi a specificare che si tratta di due artigiani in pensione e di una donna che ha ottenuto gli arresti domiciliari. Uno degli uomini, originario di Orta Nova, è ritenuto dai carabinieri il più importante canale di ricettazione per i tombaroli operanti in Capitanata. Il blitz è partito proprio dopo che l'uomo, di circa sessant'anni, era stato fermato in Germania per un normale controllo di polizia: nel corso della perquisizione gli investigatori lo avevano trovato in possesso di alcuni reperti archeologici e di assegni americani. Durante le indagini, tra il novembre del 2008 e il maggio del 2009, i carabinieri esperti in beni archeologici e della compagnia di Foggia hanno sequestrato, nelle abitazioni dei tre indagati, mille e duecento reperti. Secondo gli investigatori molti di questi beni - alcuni perfettamente conservati e altri restaurati alla meglio - erano destinati non solo al mercato nazionale ma, soprattutto, a quello internazionale e, in particolare, in Germania e negli Stati Uniti. (Lu. Pe.)
PUGLIA - Valore di 2 milioni di euro. Ritrovati 1.200 reperti del VI secolo a.c.
I carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari hanno sequestrato oltre mille e duecento reperti archeologici di quasi due milioni di euro provenienti da tombe archeologiche in provincia di Foggia. I reperti, risalenti tra il VI e il II secolo a.C., erano stati trafugati dai tombaroli e poi venduti a collezionisti e intenditori, anche americani. Tre persone sono state arrestate, due artigiani in pensione e una donna, che ha ottenuto gli arresti domiciliari. Uno degli uomini, originario di Orta Nova, è considerato il principale canale di ricettazione per i tombaroli in Capitanata. I reperti sequestrati includono reperti archeologici e assegni americani.
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