Arte contemporanea Achille Bonito Oliva oggi a Bari per il premio Lum e domani a Barletta per «Intramoenia» Di ritorno da Seul, dove ha presentato una mostra da lui curata, Achille Bonito Oliva o semplicemente Abo, sarà oggi a Bari e domani a Barletta per due conferenze, la prima sull'arte pubblica che conclude la prima edizione del premio per l'arte contemporanea voluto dalla Lum (Libera università «Jean Monnet» di Casamassima), e la seconda per chiudere l'edizione 2009 di «Intramoenia ». Basta un acronimo, dunque, per richiamare il critico d'arte italiano forse più famoso, senza dubbio il più innovativo, non fosse altro per il fatto che con lui il critico d'arte ha subìto una rivoluzione copernicana, ha cioè rivendicato un ruolo attivo, non più di semplice supporto teorico per gli artisti ma di elaboratore di idee. Nel Margherita, aperto al pubblico eccezionalmente per il Premio Lum, Bonito Oliva, alle ore 18, parlerà di un'arte che deborda dai luoghi istituzionali per invadere lo spazio urbano. «Per arte pubblica - precisa - intendendo quell'arte prodotta su committenza per spazi che non rispondano ad un museo, ma ad un luogo di transito, di passaggio. L'arte pubblica ha la funzione di bucare l'attenzione collettiva della società di massa, di intercettare un immaginario non abituato, non educato in maniera disciplinare al contemporaneo; si può indirizzare il gusto anche in modo involontario». Del resto, l' arte pubblica è di gran moda, vedi il premio Lum che avrà come ultimo passaggio proprio la realizzazione di un'opera da donare alla città. Ma quali possono essere i vantaggi di posizionare un lavoro in una strada piuttosto che in museo? E soprattutto, la Puglia è pronta ad accogliere le sollecitazioni che un'arte a contatto con i cittadini può generare? Sull'argomento Bonito Oliva è piuttosto ottimista: «La Puglia e la Campania sono le due regioni che meglio hanno operato in termini di decentramento di eventi culturali di arte contemporanea. Basti pensare, nel caso pugliese, a 'Intramoenia', un 'grand tour', realizzato insieme a Giusi Caroppo, nei vari castelli con l'obiettivo di risegnalare la qualità architettonica di questi monumenti e di rianimarli con le mostre in un'ottica multimediale, transnazionale e interdisciplinare. Domani, per l'appunto sarò a Barletta per chiudere l'edizione di quest'anno » . Un bilancio positivo, dunque, che il critico attribuisce soprattutto alle istituzioni locali. «La Regione e il Comune - sottolinea hanno mostrato una sensibilità progettuale in grado di accogliere questo nostro vagabondaggio in una sequenza espositiva che non si è mai interrotta in questi anni. L'anno venturo abbiamo già in programma l'evento di chiusura previsto nei castelli di Brindisi e di Taranto. In Puglia ci sono inoltre altri fermenti che fanno ben sperare. Penso al museo Pino Pascali a Polignano, al polo museale di Barletta, al castello Carlo V a Lecce». Va detto che la Puglia ha, negli ultimi anni, implementato un museo diffuso sul territorio, con una politica culturale giocata tra turismo e arte contemporanea. Ora, però, è forse giunto il momento di superare logiche effimere e di guardare ad una struttura stabile, per esempio una galleria di arte contemporanea. Auspicio confermato da Bonito Oliva: «Ritengo che ormai i tempi siano maturi per dare alla regione un museo di arte contemporanea. D'altronde, con l'esperienza accumulata, la Regione potrebbe entrare in un circuito nazionale e aggiudicarsi mostre davvero importanti. Bisogna continuare su questa strada, intensificare gli eventi espositivi per formare il pubblico ad un nuovo gusto. E' stato già fatto un grande allenamento e finalmente la partita si potrebbe chiudere». Marilena Di Tursi