Tantissima la carne al fuoco il filo rosso è la vivibilità Ma ora servono efficienza e concretezza Finisce lera del trasporto pubblico basato su una raggiera centrata sul Duomo Affondata lidea della stazione Tav resta da discutere il destino del super tunnel Naturalmente, ha condito il tutto con la ben nota capacità comunicativa, arrivando a interrompere il consiglio per fare una conferenza stampa sollevando così le proteste di Valdo Spini. La Firenze di Renzi prevede la pedonalizzazione del centro storico, laddio al passaggio della tramvia dal Duomo, il ritorno nelle mani pubbliche dei parcheggi con nuova organizzazione della sosta e della Ztl, la vendita della Mercafir, la realizzazione del nuovo svincolo a Peretola dove finisce il viadotto dellIndiano e il completamento dellinnesto di Varlungo, la nuova pista di Peretola, infine la realizzazione della cittadella viola a Castello. La pedonalizzazione del centro significa la fine del trasporto pubblico Ataf fondato sulle linee a raggiera che passavano tutte dal Duomo. Non è entrato nei particolari, ma si può immaginare che da San Marco a Ponte Vecchio, da Beccaria alla stazione i fiorentini si sposteranno o a piedi o con i bussini elettrici: non nel 2020, ma dal 25 ottobre prossimo venturo. E la fine della contrapposizione ideologica tramvia contro bus e il tentativo di arrivare ad una riconciliazione tra i due schieramenti fiorentini che da anni erano lun contro laltro armati. Ma è anche una rivoluzione negli stili di vita dei cittadini perché se è seria, la pedonalizzazione segna la fine delluso dellauto in centro. Daltra parte, se il centro non deve diventare una nuova Disneyland fatta su misura per i turisti, dovrà esserci una trasporto pubblico efficiente: e questo è tutto da inventare. Renzi non ha abbandonato lidea di Primicerio-Domenici di trasformare i binari ferroviari che attraversano la città nella metropolitana di superficie. Al contrario, la considera la dorsale fondamentale del trasporto orizzontale: perciò "baratta" la stazione tav ai Macelli (non gli è mai piaciuta) e i milioni che le Ferrovie dovevano sborsare per costruirla con la realizzazione di vere stazioni metropolitane a Castello, Statuto etc. Si perde il grande progetto, il segno dellepoca che il piano di Norman Foster avrebbe rappresentato, ma - come dice il sindaco - a lui non interessa il progetto dellarchistar ma risolvere i problemi quotidiani della gente. Vero o no, lidea che la stazione sotterranea fosse soltanto un progetto rivela una notevole sottovalutazione delleffetto modernizzazione che avrebbe rappresentato. Renzi non ha parlato del tunnel: domani vedrà lad di Trenitalia Moretti, forse sapremo se si fa secondo il progetto originario o se invece si opterà (ma sembra difficile) per il tunnel sotto i binari. Comunque, un tunnel si farà. La nuova pista dellaeroporto, al momento, sembra una chimera. Le cinque ipotesi esaminate da Adf non piacciono al sindaco: lui punta sulla pista parallela allautostrada invocando il parere dei tecnici che giudicano questa soluzione la meno inquinante e lunica capace di sviluppare laeroporto. Ma i sindaci dellarea, a cominciare da Gianassi, primo cittadino di Sesto, non ci stanno. Renzi si è detto pronto a concertare le sue decisioni urbanistiche con i sindaci vicini, ma ha anche detto che se laccordo non cè, andrà avanti per conto suo. E un modo per tenere fede alle sue prerogative di sindaco decisionista ma non il modo migliore per favorire accordi con chi ha idee diverse. La cittadella viola torna a Castello e diventa progetto qualificante della futura Firenze. Renzi dice: sarà fatto un bando pubblico, chi lo vincerà la costruirà in project financing e sia chiaro che i rischi di impresa sono tutti dei privati mentre il Comune, che sarà partner del progetto, controllerà sia i lavori che la realizzazione complessiva. Già: ma per fare il bando pubblico il Comune deve avere la proprietà dellarea e al momento, secondo la convenzione Ligresti-Domenici del 2005, Fondiaria dona ottanta ettari al Comune a patto che lì si faccia il parco, pena lannullamento della convenzione stessa. Su quali terreni Renzi vuole costruire la cittadella? Castello è sotto sequestro della magistratura, Ligresti non ha mai chiesto il dissequestro che non è detto non gli venga concesso. E probabile che Renzi metta nella partita non solo gli 80 ettari ma anche i terreni su cui dovevano sorgere la Provincia e la Regione (che non andranno a Castello). Tanto più che il sindaco ha garantito che non un "centimetro" in più del già previsto sarà costruito. E chiaro che lunica cosa certa su cui può oggi contare Renzi è il possibile accordo con i comuni contermini e la regione entro il 26 ottobre. Ma Ligresti che ne penserà, è pronto a una nuova convenzione? I Della Valle avevano progettato una città fatta di stadio, parco, centro commerciale, alberghi, museo: la proposta di Renzi li accontenta? Di fatto, la procedura indicata dal sindaco rivela la piena accettazione dellidea della cittadella ma condiziona allinteresse pubblico prevalente della città la sua organizzazione, soprattutto là dove esclude volumi residenziali e gallerie commerciali. Sarebbe facile ironia aggiungere che, dopo ventanni lunica cosa in via di facimento in quellarea è la scuola dei marescialli, ma la decisione del sindaco di fissare per soli 4 anni la durata della nuova convenzione con la Fiorentina (più il centro sportivo nei campini) potrebbero essere il segno della voglia di andare avanti il più rapidamente possibile (e forse che qualcosa è già andato avanti anche se Renzi dice: la politica decide e poi tratta). Come prima uscita del sindaco-urbanista, la carne al fuoco è parecchia. Unita allidea che Firenze non dovrà costruire di più ma solo riutilizzare ciò che è stato dismesso, introduce una dimensione di sostenibilità interessante. Ma tutte le poste hanno ora bisogno di "piani di attuazione" che diano efficienza e concretezza a quel disegno di vivibilità che ne rappresenta la cornice.
firenze - La prima uscita da urbanista presenta un sindaco deciso a cambiare senza costruire
Il sindaco di Firenze, Renzi, ha presentato un piano per la città, che prevede la pedonalizzazione del centro storico, la fine del trasporto pubblico basato su raggiera e la realizzazione di una nuova stazione metropolitana. La pedonalizzazione del centro storico significa la fine del trasporto pubblico Ataf, che era basato su linee a raggiera che passavano dal Duomo. Il piano prevede anche la realizzazione di una nuova pista di aeroporto, la costruzione di una cittadella viola a Castello e la pedonalizzazione del centro storico. Il piano è stato presentato con una conferenza stampa, che ha sollevato le proteste di alcuni cittadini e di Valdo Spini, che ha criticato la mancanza di concretezza e di efficienza nel piano.
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