Ci sono voluti cinque anni per mettere d'accordo tutti i soggetti che, a vario titolo, vantano competenze su Palazzo dei Normanni, l'ex reggia sede del parlamento siciliano. Oggi finalmente il presidente dell'Ars Guido Lo Porto, l'assessore ai Beni culturali Fabio Granata, il vicario dell'Arcidiocesi Salvatore Di Cristina e il prefetto Giosuè Marino, firmano la convenzione che rivoluziona la fruizione del complesso monumentale: tra qualche giorno i visitatori, che finora sono entrati gratis, dovranno pagare un biglietto d'ingresso di 5 euro, magli orari di apertura saranno dilatati, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19; tre ore complessive in più rispetto alle fasce orarie attuali, 9-12 e l5-17. Il ticket darà diritto a visitare tutto il palazzo, la cappella Palatina e, per la prima volta, il tesoro della cappella monili, gioielli, manoscritti e paramenti dell'epoca normanna che appartiene al Fondo nazionale edifici per il culto. La nuova organizzazione probabilmente partirà dal prossimo fine settimana, con il personale della biglietteria fornito dalla Sovrintendenza. I servizi aggiuntivi punto vendita gadget, caffetteriasaranno istituiti successivamente, individuando il partner privato che dovrà gestirli, tramite un bando pubblico. Il nodo più complicato da sciogliere in tutti questi anni di trattative e conferenze di servizio, è stato quello della ripartizione degli incassi, che saranno cospicui considerato il flusso che fa di questa struttura il bene artistico più visitato in Sicilia; visto che nei primi 4 mesi di quest'anno le presenze sono state 380 mila, è facile prevedere che i visitatori annui supereranno il milione, per un incasso di 5 milioni di euro (per avere un raffronto la Valle dei templi è fruita ogni anno da circa 800 mila persone). L'accordo prevede il saldo forfettario di circa 100 mila euro l'anno alla Curia, che ha tentennato per lungo tempo, in quanto considerava inaccettabile il pagamento di un ticket per entrare in un luogo di culto come la cappella Palatina. L'ostacolo è stato aggirato aprendo delle «finestre» gratuite per matrimoni, battesimi e altre occasioni rituali. La parte più consistente degli incassi comunque sarà suddiviso equamente tra Regione, Ars e assessorato ai Beni culturali. «Per quanto ci riguarda dice Guido Lo Porto, presidente dell'Assemblea utilizzeremo tutti gli introiti esclusivamente per la manutenzione del Palazzo. Sono contento per il raggiungimento di questo accordo, che rende concreta una legge del 1999 per la valorizzazione del complesso monumentale sede del Parlamento regionale. E' un bel passo avanti, che a breve sarà seguito da altri iniziative culturali. Dopo un periodo di rodaggio partirà l'organizzazione dei grandi eventi da parte della fondazione Wurth. Il nostro doppio obiettivo è quello di mettere i nostri beni a disposizione dei turisti e di aprire il Palazzo alla città, grazie a manifestazioni di primo piano». Non è escluso che Reinhold Wurth (il mecenate tedesco che ha sottoscritto una convenzione con l'Ars per l'organizzazione dei grandi eventi nella sala del Duca di Montalto e ha finanziato con tre milioni di euro, parte dei restauri della cappella Palatina, danneggiata dal terremoto del settembre 2002) partecipi alla gara per i servizi aggiuntivi. Per la verità la gestione dei servizi, in un primo momento, era la contropartita richiesta dal mecenate a fronte del suo impegno economico, ma successivamente aveva espresso un disinteresse per l'affare, per puntare solo sulle grandi mostre. La Fondazione di Wurth possiede una delle più preziose collezioni di arte contemporanea di tutta Europa. E Palermo nei prossimi anni sarà uno dei luoghi di approdo di questi capolavori.