LAnce si prepara allassemblea di venerdì sollecitando la giunta Delbono a rivedere le regole sul verde Appello al Comune per sciogliere i nodi "inopportuni" anche perché "sotto lurgenza di un mercato immobiliare in durissima crisi non è più possibile procrastinare lintervento pubblico" Ridurre i «costi di produzione» delle case diminuendo gli oneri di urbanizzazione per i costruttori, accantonare un fondo regionale appositamente per lhousing sociale, ridiscutere il piano di sviluppo funzionale dellarea dellaeroporto e riscrivere il regolamento del verde della Giunta Cofferati per superare vincoli considerati irrazionali per il centro storico. I costruttori di Ance Confindustria (nella foto Marco Buriani presidente del Collegio Costruttori) vanno in pressing sul Comune, e venerdì prossimo, nel corso della loro assemblea che si terrà presso la sede di Unindustria alla presenza del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, presenteranno alla nuova Giunta le loro richieste in tema di urbanistica. Prima priorità, velocizzare lemanazione del bando che permette la presentazione dei progetti operativi che in questi mesi i costruttori hanno studiato in base alla programmazione approvata nel Piano Strutturale Comunale. Tecnicamente - ricordano - sarebbe possibile chiudere questa partita tecnica già in inverno. Sotto lurgenza di un mercato immobiliare in durissima crisi non è più possibile procrastinare un intervento pubblico sostanzioso, è il ragionamento, se davvero si vuole garantire affitti più bassi, immobili di qualità da acquistare a prezzi non astronomici e allo stesso tempo risollevare le sorti delle imprese. Quindi, anzitutto intervenire per ridurre quei costi imposti dal Comune che a Bologna sono particolarmente onerosi, poi attivare un programma di housing sociale che sia corposamente accompagnato da finanziamenti statali o regionali, oltre a sgravare le imprese produttive dai troppi vincoli imposti sulle ristrutturazioni, considerate il vero traino del settore edilizio dei prossimi anni. Alla giunta Delbono si chiederà da sciogliere nodi che definiti «inopportuni», come il regolamento del verde in vigore da giugno che, a detta dei costruttori, si sta dimostrando troppo rigido sul piano operativo.