Tregua con la Provincia per sbloccare i progetti contestati Una perizia sulla cimice scoperta a Palazzo Marino Il Pd: "Bonificate tutte le stanze" Podestà: "Siamo solo dei notai" Masseroli: "Con i privati vogliamo collaborare" Il Centrodestra prova a ricompattarsi sul Pgt, il Piano di governo del territorio che dovrà ridisegnare con le regole urbanistiche la Milano dei prossimi trentanni. Dopo la mossa di Salvatore Ligresti, che chiedendo alla Provincia di commissariare il Comune per le lungaggini su tre suoi progetti aveva messo contro il sindaco Letizia Moratti e il presidente di Palazzo Isimbardi, Guido Podestà, ieri cè stato il tentativo di ricucire. Strategia in varie mosse, esplicitata nella sede pubblica del consiglio comunale dallassessore allUrbanistica, Carlo Masseroli, che offre (e chiede) al costruttore collaborazione (affermando a margine che «non esiste un caso Ligresti») ma riafferma le «nuove regole» del Pgt, regole «di una città che non si espande, generando più traffico e più inquinamento, ma che costruisce vicino alle metropolitane». Ligresti, dal canto suo, rinuncia allo sgombero per sfratto di una cascina di sua proprietà, già programmato per giovedì. Il Pgt prima di tutto, dunque. Ma anche la consapevolezza che far salire oltre la tensione allinterno del centrodestra è impossibile. Così la Moratti e Podestà firmano una tregua. Tregua armata, perché dopo gli sgarbi degli appuntamenti disertati, si incrociano per altri motivi, alla messa in SantAmbrogio per i caduti a Kabul. E stavolta si parlano. Un quarto dora di colloquio, non sempre tranquillo, che Podestà commenta con toni distensivi: «I rapporti con il sindaco sono sempre gli stessi. Ci siamo appena parlati con la serenità di sempre». La parola dordine è abbassare i toni. E si traduce nel tentativo di depotenziare almeno sotto laspetto politico la risposta tecnica che gli uffici dovranno dare entro la fine della settimana sulla richiesta di commissariamento: «Il nostro ruolo - sottolinea Podestà - è notarile». Il sindaco, sul Pgt, pretende un vertice di maggioranza. Una riunione lampo di poco più di mezzora che prelude a un vero e proprio confronto con i generali del centrodestra, rimandato però di qualche settimana: «Appena finita la Finanziaria», spiega la stessa Moratti. Alla fine tutti sembrano soddisfatti e specialmente lei: «Ho riscontrato una forte volontà politica per approvare il Piano entro i tempi della legge regionale». Vale a dire entro il 31 marzo 2010. Dalla prossima settimana inizierà liter in commissione, per arrivare allok in giunta entro la metà di ottobre e allesame in aula allinizio di novembre. A dicembre è in calendario in bilancio, il secondo esame previsto dalliter è programmato a gennaio. Mentre si svolge il vertice, in aula tiene banco laltro argomento di giornata, la scoperta della cimice elettronica nellufficio del direttore generale Giuseppe Sala. Letizia Moratti in mattinata aveva detto di non sentirsi sotto assedio: «Abbiamo preso delle decisioni e continuiamo a lavorare serenamente». In aula, però, lopposizione incalza. «Occorre una bonifica di tutti gli uffici comunali», sostiene il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino. Per Francesco Rizzati (Pdci) è in corso «una guerra aperta nel centrodestra». Il verde Enrico Fedrighini suggerisce uno scenario ampio: «Nellufficio di Sala si discutono grossi interessi economici, come appunto il Pgt. Lui ha spostato molti dirigenti e la cimice è forse un espediente per avere quelle informazioni che ora è più difficile ottenere». Linchiesta è in corso. Il procuratore aggiunto Corrado Carnevali ha assegnato il fascicolo al pm Stefano Civardi, titolare di altre indagini di spionaggio, come i dossier Telecom. Verrà nominato un consulente tecnico per analizzare caratteristiche e funzionamento della microspia e se la cimice (più simile a una caramella) abbia effettivamente captato le conversazioni dellufficio o no. Quando è stata scoperta probabilmente non era attiva. Dopo la perizia saranno sentiti sia Sala che il segretario generale Giuseppe Mele. Per ora non ci sono ipotesi investigative ma la vicenda pare legata al lavoro di Sala e non al suo ambito privato.