Lo schiaffo di Matteo scuote il palazzo, le opposizioni criticano ed esprimono dubbi Galli: "Copia dal mio programma" De Zordo: "Tornati alla partenza" Mario Razzanelli, larcinemico del tram al Battistero, esulta: "Un successo per la città e la democrazia" A Palazzo Vecchio la relazione del sindaco sul futuro urbanistico della città. A Peretola la pista dovrà cambiare, la Mercafir dovrà essere venduta Renzi annuncia la sua Firenze. Stadio e parco sportivo con un bando pubblico Ieri pomeriggio, in consiglio comunale, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha presentato il suo piano urbanistico per la città. La Cittadella dello sport si potrà fare nellarea di Castello dopo che i terreni saranno liberati dalla magistratura che li ha posti sotto sequestro e una volta che sarà stato espletato un bando pubblico. Intanto il Comune è disponibile a stipulare con la Fiorentina una convenzione quadriennale per lo stadio di Campo di Marte che affidi alla società viola la gestione del Franchi, manutenzione del manto erboso e organizzazione di eventi compresi. A fine ottobre sarà pedonalizzato il Duomo. Il multiplex a Novoli non si farà, novità anche per il Vespucci e la Mercafir. Sulla riproposizione dello stadio e della cittadella viola a Castello la prima a reagire, ovviamente in senso negativo, è Ornella e Zordo, che con il gruppo UnaltracittàUnaltromondo nella scorsa legislatura aveva dato battaglia al progetto di Ligresti. «Renzi vuol davvero abbandonare lurbanistica contrattata?», dice De Zordo replicando al sindaco in consiglio comunale. «Dopo tutto ciò che è accaduto non si può tornare a proporre il parco di Castello per la cittadella: è come se, dopo aver fatto il giro del mondo, noi tornassimo al punto di partenza. Ci sono troppe criticità irrisolte: innanzi tutto non si tratta di unarea pubblica qualunque ma un elemento ritenuto "essenziale" per lintera urbanizzazione dellarea, e il fatto che ci sia uninchiesta della magistratura in corso non è certo un aspetto secondario». Apprezza invece il no al Multiplex e la pedonalizzazione di piazza Duomo. Su Castello è critico anche, sul versante politico opposto, Giovanni Donzelli del centrodestra: «Renzi ha solo riproposto il progetto di Domenici, Biagi e Ligresti, senza dire come farà a realizzarlo. Renzi è debole e prova a mascherare questa debolezza inserendo altre questioni nevralgiche per la città come la pedonalizzazione del Duomo, lAlta velocità, la tramvia, la Seves, il Multiplex, argomenti importanti ma gettati come sabbia negli occhi». Giovanni Galli, lex sfidante di Renzi ora capogruppo del Pdl, fa notare come il Duomo pedonale fosse uno dei punti del suo programma elettorale così come, aggiunge, «il potenziamento delle stazioni periferiche per usare la ferrovia come tram di superficie». Secondo Valdo Spini «Castello significa stadio, parco e aeroporto, tutte esigenze che vanno conciliate. Si potrà giudicare meglio se avremo una proposta organica. Ma non vorremmo che alla fine ne facesse le spese il Parco». Chi fa i salti di gioia ascoltando Renzi è il più fiero e convinto nemico della tramvia al Duomo Mario Razzanelli: «La decisione del sindaco è per me motivo di soddisfazione ed è un successo per la città e la democrazia». Dal consiglio regionale Erasmo DAngelis, presidente della commissione Ambiente, tributa un elogio al sindaco: «Grazie al coraggio di Renzi Firenze si candida a diventare una delle capitali mondiali più moderne e vivibili. Si mette fine ad una storia decennale col Battistero e il Duomo ridotti ad artistici e sporchi spartitraffico». Li chiama così anche Arbasino, come ricordava lo stesso sindaco. «Firenze ha il più elegante spartitraffico del mondo». Non più, dal 25 ottobre.