Renzi a sorpresa torna alla sede scelta da Domenici Il sindaco detta le condizioni: evidenza pubblica e nessun aumento dei volumi Ritorno a Castello. Il sindaco Matteo Renzi dopo settimane di studi e riunioni tecniche e dopo il «festival» delle ipotesi (Osmannoro, Campo di Marte, Mantignano, Rovezzano) scioglie il nodo e annuncia che la «cittadella viola» che i Della Valle chiedono da più di un anno non si può che fare nei terreni aldilà del viale XI Agosto, gran parte dei quali di proprietà del gruppo Fondiaria Sai e oggi però ancora sotto sequestro giudiziario. «Si alla cittadella viola, lunica area che può costituire il cuore di questo progetto è Castello», dice il sindaco alle 17.25 davanti al consiglio comunale, dopo unora di intervento sul futuro urbanistico della città. È un ritorno allipotesi di un anno fa, quella individuata dalla giunta Domenici e poi stoppata dopo linchiesta della magistratura, che Renzi ha lungamente meditato. E che lascia di sasso molti dei presenti in aula: nemmeno al gruppo del Pd che aveva incontrato in mattinata Renzi aveva spiegato fino in fondo il senso dellintervento che avrebbe fatto più tardi. Castello è la scelta. Lì secondo il sindaco potrebbe sorgere la cittadella viola. Non solo nellarea di Fondiaria: soprattutto nella parte pubblica di quellenorme terreno oggi deserto, nellarea su cui decenni di programmazione urbanistica avevano previsto un parco pubblico e, in parte, sullarea dove sarebbe prevista (ma non è affatto confermata) la costruzione delle nuove sedi della Provincia e della Regione. Diverse decine di ettari dove i Della Valle, solo dopo aver partecipato alla procedura di evidenza pubblica che il Comune intende bandire, potranno iniziare a costruire la loro cittadella. Come? Attraverso la formula del project financing: il privato investe, mette i soldi, si prende il rischio dimpresa, il Comune rilascia i permessi edilizi, mantiene la proprietà, fa da controllore e affida in gestione gli spazi. Che tempi prevederebbe loperazione? Brevi, dice Renzi. Entro un mese si proverà a trovare un accordo con Provincia e Regione (e con i comuni dellarea metropolitana), poi si potrà partire. Solo però a patto di rispettare alcuni «paletti» che Renzi indica chiaramente: «Il progetto della cittadella viola può smettere di essere utopia a tre condizioni - spiega il sindaco - la prima è levidenza pubblica: io non conosco nessun Comune in Italia che regala terreni a soggetti privati. La seconda è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro: noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile». Il terzo punto è il più rilevante: «I volumi complessivi di Castello non cambiano». Non si costruirà un metro cubo in più di quel che è già previsto: per far posto al progetto della cittadella e dello stadio nuovo (che da un punto di vista urbanistico non si conta, è unattrezzatura sportiva), cioè ai negozi e al parco a tema (non alle case, Renzi non ne vuole) si dovranno ridurre almeno in parte le volumetrie su cui Fondiaria ha già avuto lok dalla precedente amministrazione. Per condurre questa operazione Renzi ha già ingaggiato un tecnico di fama, lex sindaco di Genova e docente di diritto amministrativo Beppe Pericu: «Valuteremo di ricorrere allo strumento dellautotutela nei confronti di Fondiaria», annuncia solo Renzi lasciando capire che con la società di Salvatore Ligresti la partita potrebbe condursi su un terreno di natura legale. Come daltronde legale è il fronte dellinchiesta della magistratura, larea è ancora sequestrata: «È in corso da un anno unindagine giudiziaria che dovrà a breve presentare delle conclusioni. La fiducia del Comune verso i magistrati è piena e serena», dice Renzi. Cosa diranno i Della Valle? Ancora non è dato sapere. Renzi crede che lidea gli piacerà. E nel frattempo però alla proprietà viola propone un accordo rapido sulla convenzione per il Franchi: «Non una concessione per 12 anni ma per 4, le spese per la gestione del terreno e lo spostamento delle transenne alla società, lintroito degli eventi extrasportivi alla società: il resto al Comune», è la ricetta del sindaco.