Mentre le altre Regioni approvano la tanto attesa legge del Piano casa, importantissimo strumento per il rilancio dell'economia, la giunta Burlando prende tempo. Solo la Liguria al nord è in ritardo, anche Toscana e Emilia Romagna lo hanno già approvato ed è vigente con eccellenti risultati economici che nell'attuale contingenza danno ossigeno a un settore, quello edilizio, in evidente crisi. Il Piano casa, così come concepito, dal governo Berlusconi consente la possibiltà di intervento fornendo l'opportunità di rinnovamento e adeguamento del patrimonio edilizio esistente con possibilità di piccoli ampliamenti e aggiornamento ecologico delle abitazioni. Con la delibera della giunta regionale n. 940 del luglio 2009, il presidente Claudio Burlando non trova di meglio da fare che bloccare l'edificazione nei comuni costieri della Regione con una inopportuna e improvvisa variante al piano paesistico regionale, strumento di pianificazione al quale i Comuni nella redazione di piani urbanistici comunali devono attenersi. Si tratta infatti dello strumento di pianificazione paesistica regionale che individua gli ambiti territoriali edificabili e non, graduandone i livelli di trasformazione. La legge regionale con la quale è stato approvato definitivamente nel 1990 il piano paesistico prevedeva meccanismi di aggiornamento costante attraverso le proposte e gli approfondimenti legati agli strumenti urbanistici comunali mentre non prevedeva affatto l'adozione di varianti imposte e immotivate. L'effetto di tale variante in Liguria è stato quello di bloccare non tanto rilevanti interventi edilizi, ma piccole edificazioni quali quelle delle case monofamiliari a presidio del territorio . Mentre fino al luglio 2009 un proprietario di fondi agricoli collinari poteva costruire in conformità ai piani urbanistici comunali la propria casa unifamiliare, dall'adozione della Variante Burlando, che ha classificato saturi tali ambiti, non può più esercitare il proprio diritto all'edificazione. Tale scelta di fatto congela indiscriminatamente aree di tutti i comuni liguri destinate ai piccoli interventi di nuova edificazione a presidio del territorio , provocando un grave danno alle economie locali oltre che essere in palese contrasto con le linee direttrici che hanno ispirato il tanto atteso Piano casa. Negli atti preparatori della variante inoltre nessuna concertazione con i Comuni interessati è stata svolta, andando contro ai principi della consuetudine pianificatoria degli ultimi anni. Viene naturale interrogarsi sul perché dell'urgenza e dell'opportunità di tale scelta politica. La Regione Liguria ovvero la giunta Burlando si copre con una foglia di fico: mentre da un lato questa variante va a colpire la piccola edificazione in aree collinari , dall'altro lato non impedisce i grandi interventi edilizi che comunque verranno realizzati con il beneplacito degli organi tecnici e politici. Non è certamente colpendo i piccoli interessi di pochi proprietari che si salvaguarda il territorio, infatti da una attenta analisi delle zone colpite dalla variante paesistica, si capisce che si tratta delle zone del territorio ligure meglio conservate e non sarebbero stati certamente pochi e sporadici interventi sulle colline a comprometterne l'assetto. Risulta quindi a chiunque evidente che i motivi che hanno ispirato l'adozione della variante al piano paesistico non sono vere esigenze di tutela del territorio, ma scaturiscono da giochi di bassa politica dove tale inopportuna scelta appare il prezzo da pagare alle ali estreme rosse e verdi della giunta per portare a termine il mandato elettorale senza perdere pezzi. Continua in sostanza la spregiudicata campagna elettorale che prescinde da tutto, valori e sviluppo, l'unica cosa che conta è mantenere a tutti i costi il potere. Michele Scandroglio è deputato e coordinatore regionale Pdl.