Lettera al sindaco Tosoni sul cippo trasferito dai campi sportivi alla scuola La Soprintendenza scrive: «Non andava spostata» La replica: «L'abbiamo solo portata in un luogo sicuro» La stele funeraria, di probabile origine romana, che è stata ritrovata nella zona di Salionze e che da luglio si trova nel cortile delle ex scuole elementari della frazione, non doveva essere spostata ed il suo rinvenimento doveva essere denunciato entro ventiquattro ore. Questo afferma Vincenzo Tinè, soprintendente per i beni archeologici del Veneto, in una lettera inviata al sindaco del Comune di Valeggio, Angelo Tosoni, che è firmata anche dal direttore del nucleo operativo di Verona, Giuliana Cavalieri Manasse e dall'archeologo responsabile dell'istruttoria, Brunella Bruno. Nel documento si cita l'articolo apparso sull'Arena il 22 luglio, in cui si dava conto del ritrovamento del cippo e del suo spostamento, e si chiede di relazionare su quanto accaduto. Nel farlo il sovrintendente segnala che «la normativa vigente (il Codice dei beni culturali del 2004, ndr) prevede l'obbligo di denuncia entro 24 ore in caso di rinvenimento fortuito e il divieto di spostare beni culturali mobili senza la necessaria autorizzazione». A stretto giro la risposta dell'amministrazione comunale, a firma dell'assessore alla Cultura, Leonardo Oliosi. «Il cippo in questione», dice Oliosi nella lettera inviata a Brunella Bruno del nucleo operativo di Verona, «del quale non siamo certi dell'autenticità, c'è stato consegnato da un cittadino, Giorgio Vandelli (ex presidente dell'Archeoclub di Verona, ndr), presso l'impianto sportivo di Salionze. Considerato che l'impianto sportivo è aperto al pubblico ed al fine di evitare possibili manomissioni ed atti di vandalismo abbiamo provveduto allo spostamento presso le ex scuole di Salionze, luogo più sicuro e non accessibile al pubblico, al fine di garantire la sua sicurezza e la sua conservazione fino alla visita delle autorità competenti». Oliosi sottolinea anche che «il bene non è di proprietà dell'amministrazione comunale e che è a disposizione per le verifiche e gli accertamenti necessari». E proprio Giorgio Vandelli sottolinea come sia sempre prioritario avvertire la Sovrintendenza: «Lo faccio sempre e stimolo chi trova qualcosa e magari non è al corrente della normativa, a farlo. È poi la Sovrintendenza a determinare se quanto è stato ritrovato è qualcosa di significativo ed a predisporre ogni iniziativa utile per la sua conservazione. Recentemente m'è capitato di trovare anche delle ossa che potevano essere umane, ma in quel caso ho avvertito i carabinieri». Tornando alla stele, Vandelli dice: «L'ho fotografata e ne farò prendere le misure, in modo da facilitare un'eventuale riproduzione nel caso venga prelevata dalla Sovrintendenza». La stele era stata salvata da un cittadino che l'aveva prelevata da una discarica prima che venisse triturata e l'aveva portata a casa. Lì Vandelli l'ha notata e poi il Comune aveva organizzato lo spostamento nella zona antistante le ex scuole elementari.