l'intervista al presidente dell'authority Dassatti: «Serve una corsia preferenziale per far partire i lavori». Da dicembre escavi per 100.000 metri cubi Napoli. È la realizzazione del waterfront la scommessa del presidente dell'Autorità portuale di Napoli, Luciano Dassatti. Il numero uno del governo del porto è convinto che il waterfront rappresenti «l'unico grande progetto in grado di cambiare la città per i prossimi cinquant'anni». È su questo fronte che Dassatti si vuole misurare e per questo ha indetto per il mese di ottobre un grande confronto chiamando a raccolta istituzioni, imprenditori, forze sociali affinchè ognuno si prenda la propria responsabilità e faccia la propria parte per cambiare faccia al porto ed alla fascia costiera napoletana. Insomma, quello che Dassatti chiede è una «corsia preferenziale per la realizzazione dei lavori a cominciare dalla prima fase, quella che dall'Immacolatella Vecchia arriva fino al Beverello». E lo scoglio rappresentato dai Magazzini Generali, vera ipoteca alla partenza del waterfront? «Con la Sovrintendenza stiamo trovando una soluzione. Conservare una parte dell'edificio per preservarne la memoria ed il valore di archeologia industriale e demolire tutto il resto, almeno i due terzi». Ci può fare un bilancio dei suoi primi otto mesi alla guida del porto? «Difficile elencare le cose fatte sia perché un po' di tempo mi è servito per conoscere cose e persone e poi perché bisognava focalizzarsi su progetti già iniziati e portarli a termine. Penso però che sull'argomento fondali, uno dei problemi più importanti per l'operatività del porto e per l'accoglienza delle navi di ultima generazione, siamo ormai in dirittura d'arrivo». Ossia? «I lavori veri e propri dovrebbero iniziare entro fine anno. Abbiamo i fondi ed abbiamo quasi completato tutti i passaggi necessari: stanno, infatti, per arrivare i risultati delle caratterizzazioni, poi il via libera da parte dei ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti. Cominceremo con l'escavo del canale di accesso per proseguire poi con gli escavi di emergenza: in tutto 100mila metri cubi di materiali che saranno collocati nelle vasche di colmata della costruenda marina "Porto Fiorito", il cui 30-40 sarà operativo fra un anno». E la darsena di levante, il nuovo grande terminal container? «La gara è partita a gennaio. Partecipano una decina di raggruppamenti di imprese. Dato l'importo della gara, 124milioni di euro, siamo in una fase molto delicata». Sul tema della sicurezza come intende intervenire? «È necessario che persone e merci operino in sicurezza per cui deve essere rivisto tutto quanto rappresenta un ostacolo. Per questo emetterò un'ordinanza che mi doti degli strumenti necessari per far rispettare le regole». Rimane il problema della cantieristica che non è certo di poco conto. «Su questo fronte giovedì si terrà un tavolo tecnico per l'analisi della situazione bacini cui sono chiamati a partecipare i rappresentanti delle varie categorie». Bianca d'Antonio
NAPOLI - URBANISTICA. Porto di Napoli, via ai dragaggi E ora il nuovo waterfront
Il presidente dell'Autorità portuale di Napoli, Luciano Dassatti, ha indetto un confronto per il mese di ottobre per discutere della realizzazione del waterfront e della fascia costiera napoletana. Dassatti chiede una corsia preferenziale per la realizzazione dei lavori, in particolare per la prima fase che arriva fino al Beverello. Ha anche espresso la necessità di risolvere il problema dello scoglio rappresentato dai Magazzini Generali, che potrebbe essere conservato per preservare la sua memoria e il suo valore di archeologia industriale. Dassatti ha anche parlato dei lavori che dovrebbero iniziare entro fine anno, con un budget di 124 milioni di euro per la gara per la darsena di levante.
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