Fori Imperiali. Colosseo. San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo, via Tor de' Conti, largo Corrado Ricci: siamo nel perimetro a più alta frequentazione turistica della Capitale, nel cuore del Rione Monti, il più antico della città. Ma per i visitatori di tutto il mondo ch a migliaia ogni giorno vi accedono è anche un gran tour dell'immondizia. Via del Tempio della Pace: è il collegamento diretto fra i Fori Imperiali e via del Colosseo, da un lato lo storico Palazzo Rivaldi, dall'altro l'ingresso del Centro espositivo informativo I Fori di Roma, la storia, le storie, con bagni pubblici e un punto di ristoro. Il profumo prevalente è quello di urina, dato che la strada è letteralmente usata come latrina a cielo aperto. Il contorno è di escrementi umani e animali, lattine, sacchetti della spazzatura, bottiglie di plastica e vetro. Quotidianamente da mezzogiorno fino al primo pomeriggio dormitorio anche per rom, finti invalidi, che consumano i pasti e fanno i loro bisogni, naturalmente indisturbati. «Per noi la pioggia è una benedizione perché almeno lava le strade» allarga le braccia Riccardo S., un residente. «Più volte abbiamo chiesto l'intervento dei vigili urbani e dell'Ama - dice Simone, un dipendente del Centro informativo - ma nessuno è mai intervenuto. I turisti? Fotografano non solo le antiche rovine e i pannelli in marmo che raccontano la storia dell'Impero, ma anche le testimonianze della città moderna. Ci ridono, per loro è tutto tipically». San Pietro in Vincoli. Si percorre l'antica scalinata che porta alla chiesa del Mosè tra due ali di stracci, siringhe usate, sacchetti lacerati di immondizia, ornamenti per corone funebri, bottiglie di birra, succhi di frutta, tetrapak di vini per ubriaconi a basso costo, fazzoletti usati come carta igienica. E quando si alza il vento è un turbinio di odori e rifiuti. E siamo solo in piazza San Francesco di Paola. Una volta raggiunta la chiesa, come introduzione alle meraviglie che essa custodisce, cassonetti traboccanti, sacchi della spazzatura a terra. Via del Monte Oppio. Qui siamo a due passi dalla Domus Aurea, di fronte l'Anfiteatro Flavio. Ma nonostante ciò, cassonetti stracolmi. Risultato? Lungo i marciapiedi c'è di tutto: pile di giornali, un televisore abbandonato, cartoni, buste di plastica contenenti bottiglie, confezioni di detersivi. Scene simili anche in via del Colosseo e via del Cardello, dove è quasi normale notare escrementi e confezioni di polistirolo, oltre al resto, abbandonati e non da poche ore. Largo Corrado Ricci. Dominato dal poderoso basamento della Torre dei Conti, la maggiore di Roma, eretta nel 1203 da Innocenzo III, è ormai una discarica. Si comincia dai giardini antistanti la piazza, regno di barboni e diseredati, per passare al centro anziani Monti di via Tor de Conti, il cui ingresso è ostruito da montagne di rifiuti: bucce di banane, residui di pasti, accendini, un tappeto di tappi e bottiglie, a due passi da una sede ufficiale del Comune di Roma che ospita Going Informazioni 060608. L'immondizia non risparmia neppure il Palazzo dell'Albo Pretorio (sotto restauro conservativo), nonché sede del Segretariato generale direzione servizio messi del Comune e degli Uffici centrali per i beni librari e gli istituti culturali del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.