Il dubbio: il mondo a motore di Tazio fa a pugni con La decorazione barocca del tempio sconsacrato La chiesa liberata dagli scaffali dell'archivio comunale: un progetto di ripiego? La chiesa è stata destinata da Comune e Aci a nuova sede del museo intitolato al pilota, sfrattato all'inizio di quest'anno dal Palazzo del Podestà. L'edificio, che si affaccia in via Giulio Romano e s'allunga in via Nazario Sauro, è stato liberato dagli scaffali che lo occludevano. Conferma che con Nivola non può aver nulla a che spartire. Via il castello metallico che per decenni ha sopportato il deposito archivistico municipale, l'edificio dichiara tutta la sua natura: chiesa settecentesca sconsacrata, ma ancora vibrante di San Tazio pilota, ora pro nobis. Non si tratta dell'armeno martirizzato a Sebaste ma del nostro Tazio, il sommo pilota che ora Mantova ricorda come fotografo a Palazzo Te e con il Gran Premio. L'idea del paradiso, dell'invocazione, del cero e del San Tazio è immediata, fuoriesce come uno sbuffo d'incenso appena sbirciamo dentro il Carmelino. La porta di metallo grigio è aperta. riccioli di stucco, cornici e ghirigòri, addirittura santi dipinti sulle volte, unghioni sopra le finestre. Sarebbe il luogo ideale per esporre cabrio, berline e coupé. Non auto, intendiamoci, ma carrozze. Veicoli del secolo giusto e impennacchiato, cipria e note mozartiane. Ribadiamo quello che avevamo scritto giovedì: che cosa c'entrano Nuvolari e la sua epopea con il tempio smilzo che fu delle carmelitane? È evidente che si tratta di un comodato d'uso del Comune all'Aci su una sede di ripiego. Una soluzione non pianificata, nella città dei musei che il Piano di Salvatore Settis pretendeva (ormai al passato?) molto meditata, razionale, armonica, coerente. Ecco, il mondo a motore di Tazio non può non scontrarsi con il ricciolo tardo-barocco, non può non tamponare le finestre svolazzanti, non può non uscire di pista sotto una serie di volte costolate con santo benedicente al centro. Chiariamo: non siamo contrari alle contaminazioni, neanche ai contrasti che spesso carburano i tempi e gli spazi. Temiamo invece la sopraffazione. Ad esempio un ambiente che stilisticamente (con i suoi segni e i suoi anni) ha il sopravvento su ciò che ospita, oppure un "clima" che sbatte contro un'epoca altra. È il caso del Settecento teatrale con il Novecento futurista e poi razionalista. La scagliola e la lamiera. Il confetto e la benzina. Per il museo nuvolariano è meglio un'officina dismessa con la sua concentrazione fantasma d'odori e macchie o, come abbiamo scritto giovedì, la stessa casa di Tazio. Viale Rimembranze, dove abitano e gestiscono la libreria le suore paoline alle quali la dimora del campione passò in eredità. Nella stanza ci sono ancora gli arredi e i cimeli del Mantovano Volante. La proposta, che rilanciamo: permutare la casa di Tazio da trasformare in casa-museo con uno stabile del Comune, in centro. Così si risolverebbe la questione in bellezza, con le suore contemporanee (le paoline della residenza nuvolariana, raccomandabile) e le suore storiche (le carmelitane del Camelino, incoerente). Il 22 settembre, martedì prossimo, è San Tazio. Festeggiamo l'onomastico del campione regalandogli un museo come si deve. Non una chiesa.
MANTOVA - Museo Nuvolari, ora il Carmelino è vuoto
Il Comune di Mantova ha liberato la chiesa di San Tazio, un tempo sede del museo intitolato al pilota Nuvolari, dall'archivio comunale. La chiesa, che risale al XVIII secolo, è stata destinata a nuova sede del museo. Tuttavia, il progetto è stato criticato per la contaminazione stilistica tra il Settecento barocco della chiesa e il Novecento futurista del museo. La proposta del giornale è quella di trasformare la casa di Tazio, un'antica residenza del pilota, in casa-museo con uno stabile del Comune, in centro. Così si risolverebbe la questione in bellezza, con le suore contemporanee e le suore storiche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo