Venezia, 21 settembre 2009 - Ogni anno in Veneto si formano 40 mila nuovi nuclei famigliari, tant'è che nel periodo 20012008, a fronte di una crescita della popolazione residente del 7,2, i nuclei famigliari sono cresciuti del 13,8, con un fabbisogno abitativo che a tutt'oggi rimane insoddisfatto e con una proiezione di crescita che nei prossimi anni rimarrà invariato. E' uno dei dati emersi dalla ricerca condotta dal prof. Federico Della Pupa, ricercatore del Cresme, presentata il 18 settembre nel corso della Tavola rotonda "Quale casa per il futuro" organizzata dalla Filca-cislveneto e tenutasi al Centro Cardinal Urbani di Zelarino-venezia. Al dibattito sono intervenuti, oltre al prof Della Pupa, l'Assessore all'Urbanistica e Politiche per il Territorio della Regione del Veneto, Renzo Marangon, il Segretario della Cisl Veneto, Maurizio Cecchetto, il Presidente del Sicet Veneto, Antonello Ceron, il Presidente Ance Veneto, Stefano Pelliciari, il Presidente della Confartigianato Veneto, Claudio Miotto e il Segretario Generale Filca Cisl Veneto, Salvatore Federico. L'incontro ha inteso analizzare il tema casa affrontando le varie problematiche che in esso si incrociano, da quelle di carattere politico, a quelle sociali, demografiche e ambientali. Nel suo intervento l'Assessore Marangon, dopo aver ricordato gli interventi fatti dalla Regione per quanto riguarda la programmazione territoriale, urbanistica o di sostegno alla residenzialità, ha ripreso il tema della recente legge a sostegno del settore edilizio, erroneamente definita piano casa. L'assessore ha voluto ribadire che la legge è nata nel pieno di una crisi economica che ha colpito in particolare il comparto edile nel suo complesso, che in Veneto rappresenta il 27 del Pil regionale e che occupa circa 100 mila addetti diretti, che diventano 500 mila se si considera l'intera filiera. "Non mi stancherò mai ha ribadito Marangon di sottolineare che quella della Regione non è una legge urbanistica, né una legge edilizia, ma è una legge in deroga straordinaria per affrontare una crisi economica straordinaria. Infatti la sua durata è limitata e il suo obiettivo è unicamente quello di incentivare il settore edilizio. Ma non solo, il provvedimento ha precisato è un'opportunità importante per le famiglie, che avranno la possibilità di ampliare del 20 il volume della propria abitazione e dare risposte alle proprie esigenze di spazio. Non credo ha proseguito che assisteremo ad una cementificazione selvaggia o ad uno strasvolgimento dei centri storici, perché si interviene solo sul patrimonio esistente e perché i comuni hanno tempo fino al 30 ottobre per escludere dall'applicabilità delle norme intere zone o specifici immobili del proprio territorio". E a proposito del termine, Marangon ha sottolineato che ogni amministrazione conosce benissimo il proprio territorio, per cui è in grado da subito di decidere quali aree e quali immobili escludere e quali no. L'assessore ha quindi esortato i Comuni a non nascondersi dietro finti problemi di applicabilità o di competenza, aspettando il 30 ottobre o peggio l'arrivo del commissario per decidere, ottenendo il solo risultato di frenare opportunità e prospettive economiche. "E' una decisione ha concluso che molte famiglie, moltissimi artigiani e altrettante imprese attendono ed è una decisione che non va a favore di questa o quella parte politica, ma va a favore unicamente dell'economia veneta". .