CAPOLAVORI DELLA MODERNITÀ DAL CUBISMO ALLARTE ASTRATTA Seguendo una abitudine ormai consolidata, il MART di Rovereto ospita questo autunno la collezione darte moderna di un museo straniero. Dopo Washington, Vienna e Gerusalemme è la volta della raccolta del Kunstmuseum di Winterthur. ("Capolavori della modernità", fino al prossimo 10 gennaio, mostra e catalogo a cura di Gabriella Belli e Dieter Schwarz). Quello di Winterthur è un museo particolare, il cui interesse risiede soprattutto nel fatto che è stato in gran parte formato da collezioni private, radunate allinizio del XX secolo da facoltose famiglie di imprenditori locali. Facevano parte di quella borghesia illuminata che, negli anni che precedettero la Grande Guerra, venendo dalla Mitteleuropa e dalla Russia, frequentava le pionieristiche gallerie parigine. Dietro ai grands boulevards cerano allora le gallerie di Durand Ruel, di Ambroise Vollard ed in seguito quella di Kahnweiler, i marchands dart che offrivano agli imprenditori di Pietroburgo e di Berlino e ai banchieri di Basilea, prima dipinti impressionisti, nabis e fauves poi cubisti e Picasso. Il fatto straordinario è che una piccola città come Winterthur sia riuscita a competere con le grandi capitali del denaro e dellintellighentsia. Questa circostanza fortuita e fortunata dipese in parte dalla amicizia che legava il pittore svizzero Giovanni Giacometti, la cui fama è principalmente dovuta allessere padre dello scultore Alberto, ad una famiglia che risiedeva nella cittadina. Nel 1906 Giacometti, dopo avere visto la mostra parigina di Cézanne, ne scrisse un resoconto entusiasta ed entusiasmante, in seguito al quale i primi collezionisti del cantone iniziarono una campagna di acquisti. Limpronta francese della raccolta, almeno per quanto riguarda il periodo a cavallo del secolo, è dovuta ad una sorta di gara di emulazione che coinvolse diverse famiglie svizzere. I legati Hanlohser e Reinhart formano i primi capitoli di una storia dellarte contemporanea basata su opere scelte con grande coerenza e intelligenza. I Vuillard, i Bonnard, i Marquet di Winterthur sono opere di una qualità eccezionale, testimonianza di scelte che furono anche emotive e personali. Ai prestiti e ai legati si affiancarono gli acquisti fatti direttamente dal museo, che riguardarono in un primo momento larte nazionale. Questo clima particolarmente fervido fu bruscamente interrotto dalle vicende politiche europee tra le due guerre e causò una lunga stagnazione, ma a partire dagli anni Cinquanta, una serrata campagna di acquisti e di donazioni portò la collezione al punto di rappresentare un panorama significativo delle spinte artistiche del Novecento, dal cubismo allarte astratta. Ci furono momenti di crisi, legati alla decisione di accettare o meno opere informali, lacquisto di uno straordinario ritratto di Kokoshka scatenò, agli inizi degli anni Cinquanta, una polemica feroce, ma lentamente e metodicamente la collezione crebbe, sempre seguendo un criterio di qualità estrema, fino a diventare uno dei più importanti poli museali svizzeri. La presenza della famiglia Giacometti, filo rosso che attraversa la storia del museo, portò allacquisizione della collezione di Alberto, e indirettamente alla presenza di un filone italiano, ricco e particolarmente attento allarte concettuale del dopoguerra. Da Morandi a Paolini larte italiana si contrappone alle ultime ricerche artistiche doltreoceano, completando il profilo di un secolo tra i più controversi dellintera storia dellarte. Un itinerario anche se evidentemente non completo, ricchissimo e interessante, proprio per quella qualità, impalpabile e leggera, che traspare da una scelta di opere raffinata, quasi personale, degna di quei signori che, molto tempo fa, sfidarono le convenzioni e finanziarono le prime avanguardie.
ROVERETO - Il MART di Rovereto ospita la collezione del Kunstmuseum di Winterthur
La collezione darte moderna del Kunstmuseum di Winterthur, in Svizzera, è stata esposta al MART di Rovereto fino al 10 gennaio. La collezione è stata formata in gran parte da collezioni private radunate all'inizio del XX secolo da facoltose famiglie di imprenditori locali. Il museo è particolarmente interessante perché è stato in gran parte formato da collezioni private, e ha competuto con le grandi capitali del denaro e dell'intelligenza. La raccolta include opere di artisti come Vuillard, Bonnard e Marquet, e rappresenta un panorama significativo delle spinte artistiche del Novecento, dal cubismo all'arte astratta.
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