La disputa interna al Pdl. «Rispetto le regole». E Podestà: no ai senza macchia MILANO Dal mattone all'Expo. E poi l'ordinaria amministrazione: dalle decisioni rinviate su ecopass e regolamento per carico e scarico merci in città, fino alle discussioni infinite sulla moschea, passando per la ruota panoramica annunciata su cui però serve un supplemento di riflessione. Cosa succede a Milano dove, tra Comune e Provincia, i conflitti politici e le tensioni amministrative si accavallano e attorcigliano fra loro? La miccia è stata accesa dalla decisione del gruppo Ligresti di chiedere alla Provincia il commissariamento del Comune, «reo» di non aver dato seguito ad alcuni progetti urbanistici (sparsi in tre lotti, per un totale di 72 mila metri quadrati da edificare e altri 280 mila di proprietà del gruppo sono lì ad attendere perché inseriti in un parco) del costruttore di Paternò. Il particolare non irrilevante è che la vicenda ha di fatto messo contro due istituzioni guidate dallo stesso schieramento politico e che nel giro di un paio di giorni si è arrivati alla rottura fra il sindaco Letizia Moratti e il neo-presidente della Provincia, Guido Podestà. A chi l'ha accusata di avere negato i diritti di un privato cittadino, la Moratti ha risposto secca: «Alla trasformazione della città partecipa chiunque rispetti le regole», ribadendo l'intenzione di non accettare compromessi di alcun genere. Il presidente della Provincia, che aveva auspicato la ricerca di un accordo, ha replicato a muso duro: «Non accetto l'immagine di tutti cattivi e di un cavaliere senza macchia che lavora per la difesa del pubblico e del verde». Uno scontro titanico, dunque, che ha incrinato i fin qui buoni rapporti fra Moratti e Podestà aprendo squarci anche all'interno del Pdl fra chi sostiene che «il sindaco ha ragione e va sostenuta» e chi pensa che «Podestà è stato frainteso». Una situazione talmente tesa che è in forse anche il vertice di maggioranza da tempo organizzato per domani, che avrebbe avuto all'ordine del giorno la discussione proprio sul Piano di regolamento del Territorio. Una situazione che, si dice, soltanto l'intervento del premier Silvio Berlusconi potrà rasserenare. Sullo sfondo pare essere ricominciata la battaglia del cemento, con i cosiddetti poteri forti che tornano ad affacciarsi e che starebbero cercando di infiltrarsi nei partiti condizionando le scelte politiche, come sostiene l'opposizione. Palazzo Marino sta lavorando da molti mesi al nuovo Piano di Governo del Territorio, lo strumento urbanistico che dovrebbe garantire uno sviluppo armonico della città, difendendo da ogni possibile speculazione edilizia gli spazi per verde e servizi. L'assessore Carlo Masseroli ha già subito attacchi e polemiche sul suo provvedimento, che sono arrivati per lo più dal centrodestra. «La vicenda del tentato commissariamento pare inserirsi in questo filone di battaglie interne», insiste il consigliere Basilio Rizzo che già vent'anni fa si era occupato delle 'Aree d'oro' di Ligresti, causa di uno scandalo, di qualche arresto e di una crisi politica. Ma i contenziosi interni alla maggioranza non riguardano soltanto il mattone. Parliamo di Expo, ad esempio: perso un anno per decidere chi avrebbe comandato cosa, è stato di recente presentato il masterplan che porterà a Milano l'orto botanico con tutti i sapori e le colture del mondo. Finiti i conflitti? Tutt'altro: ancora l'altro giorno, a freddo, il sottosegretario Roberto Castelli ha stigmatizzato il fatto che «solo il Governo sta mettendo i soldi». Apriti cielo. Che il messaggio fosse destinato a Comune, Regione e Provincia, oppure ai privati, di fatto ha dimostrato che anche su Expo il clima non è dei più sereni. E qualcuno mette in relazione l'uscita del leghista Castelli con le posizioni anti-Pdl che il Carroccio sta tenendo a Milano su altre questioni: la moschea, ad esempio. Quella che già un anno fa le istituzioni giudicavano «necessaria» e su cui la Lega ha nuovamente tirato il freno provocando l'ennesimo stallo. Così, i conflitti politici rischiano di generare la paralisi: non si decide per la moschea, ma neppure per il futuro di ecopass o per gli altri provvedimenti che dovrebbero decongestionare la città e migliorare la qualità dell'aria. La settimana che si era aperta con la sfida del mattone, si è conclusa con la giunta Moratti che ha dovuto fare retromarcia sul nuovo regolamento per il carico e lo scarico e che ha rinviato il provvedimento per realizzare una ruota panoramica in città. Troppi segnali di diversa natura che nascondono lo stesso rischio: la paralisi politica e amministrativa come conseguenza dello scontro di poteri e interessi.
MILANO - URBANISTICA. Letizia, la Provincia e i progetti al veleno. Liti su Expo e mattone
La disputa interna al Pdl sta creando tensioni amministrative a Milano. Il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia Guido Podestà si sono scontrati su una decisione del gruppo Ligresti di chiedere il commissariamento del Comune. Moratti ha accusato Podestà di aver negato i diritti di un privato cittadino, mentre Podestà ha risposto che non accetta l'immagine di tutti cattivi. I conflitti politici stanno incrinando i rapporti tra Moratti e Podestà e anche all'interno del Pdl. La situazione è talmente tesa che il premier Silvio Berlusconi potrebbe dover intervenire.
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