Senza contare i reperti preistorici, le urne cinerarie, i frammenti di frecce e anfore, le sculture indiane e dell'età precolombiana, i sigilli rinascimentali, i documenti del Risorgimento. Un enorme bazaar dell'antichità, dal VI secolo avanti Cristo al XIX secolo. La storia dell'umanità, insomma, venduta di nascosto su un banchetto a Porta Portese. A.C., 66 anni, lo «sceriffo», con precedenti per ricettazione e furto, e considerato dagli investigatori del commissariato di Marino ben più di un semplice «tombarolo» ma un vero e proprio collezionista clandestino, è stato denunciato ancora una volta. Oltre alle monete antiche, trovate sotto il banco e nel bagagliaio della sua auto parcheggiata a Porta Portese, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato gli hanno sequestrato decine di altri oggetti nella sua abitazione alla Pisana. «Non una casa, ma una specie di museo, soprattutto in cantina», hanno commentato gli stessi investigatori, con i quali hanno collaborato gli esperti della Sovrintendenza ai Beni archeologici. Delle 7mila monete, almeno il 5-10 per cento era falso, come anche una piccola parte dei reperti, mentre le altre potevano essere vendute sul mercato clandestino dell'arte fra i 10 e i 90 euro. R. Fr.