Modifica del progetto Il Castello torna a crescere, un secolo dopo: «Il Rivellino sarà ricostruito e ampliato per avere un nuovo accesso allo Sforzesco e altri spazi espositivi». È il nuovo progetto di Chipperfield, promosso dalla Soprintendenza. L'architetto De Lucchi: «Ridiamo un'identità al monumento». Recupero Nuovo ingresso, più grande l'ex Torre e più spazi museali per lo Sforzesco. De Lucchi: ridare un'identità al monumento Rinasce il Castello, vetrina per l'Expo Chipperfield modifica il progetto di restauro del Rivellino. Il soprintendente: ponte tra antico e moderno C'è un rudere, nel complesso del Castello, diroccato e invaso da piante rampicanti: è il Rivellino, la torre di guardia di Santo Spirito, sul lato ovest. Nel plastico dell'architetto David Chipperfield, presentato nei giorni scorsi al Comune e alla Soprintendenza ai Beni culturali, quella fortificazione è viva, aperta, funzionante e più grande, «integrata e completata» da un'altra struttura in mattoni. La rinascita dello Sforzesco passa anche da questa «sfida architettonica », il primo intervento di ricostruzione del Castello da un secolo a questa parte, un «ampliamento » che riapre la fabbrica dei restauri chiusa da Luca Beltrami nel 1905. Qui, nel Rivellino, saranno ricavati un secondo ingresso turistico, un vano ascensore e un ponte di collegamento alle merlate, oltre a sale espositive e didattiche sulla storia militare del Castello e sulla produzione di armi, sull'evoluzione da corte rinascimentale a cittadella fortificata e poi caserma. Il nuovo progetto di Chipperfield sostituisce e archivia la prima versione, quello d'una torre esterna separata dal corpo storico. Il soprintendente Alberto Artioli dà il via libera: «È un'integrazione originale tra antico e moderno, si ricostituisce l'unità architettonica del Rivellino. È una grande occasione di valorizzazione». La prima. Il processo di rivoluzione del Castello è stato avviato. Ci lavorano due architetti, il ferrarese (molto milanese) Michele De Lucchi e l'inglese David Chipperfield, a stretto contatto con il direttore del Castello, Claudio Salsi, e con l'assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory. È l'inizio d'un percorso lungo, tra fasi preliminari e cantieri, che vorrebbe e dovrebbe essere completato per l'Expo 2015. Il restyling è profondo. De Lucchi e Chipperfield hanno il compito di ridisegnare il «Museo dei musei» di Milano: nuovi allestimenti per le raccolte e più servizi d'accoglienza, biglietteria e libreria; la trasformazione del Rivellino; un ristorante panoramico al terzo piano della Rocchetta e un déhor-caffé nel cortile maggiore; il rinnovamento dei centri espositivi e di ricerca. «Vogliamo valorizzare un grande simbolo di Milano», ha detto Letizia Moratti: «Il Castello conserva e protegge il suo passato per metterlo al servizio della città». L'obiettivo vale 26 milioni di euro, di cui 20 stanziati dalla Fondazione Cariplo. L'architetto De Lucchi sta ridisegnando lo Sforzesco al terzo piano del suo atelier, in via Varese: «È un lavoro complesso. Richiede rispetto della storia, discrezione del fare, ma anche senso della contemporaneità ». Ché non si tratta solo di mettere mano ai musei e alle collezioni, ma di dare una «nuova identità» al complesso. Sfruttando le aree «più belle» dell'edificio militare, attualmente chiuse al pubblico o sacrificate al ruolo di archivi e depositi. Migliorando e unificando il percorso delle merlate, tra i Bastioni. E utilizzando magari i serbatoi nei torrioni a scopo espositivo. «Oggi il Castello è inospitale », osserva De Lucchi: «Va integrato meglio nella città, avvicinato e aperto al pubblico». La prima scadenza è fissata per fine anno, termine concordato da De Lucchi col Comune per la consegna dei progetti. Il primo cantiere, invece, aprirà nel marzo 2010: il restauro dell'ospedale spagnolo, semidi-strutto, e la sua trasformazione in centro congressi. «È un ambiente grezzo. Recupereremo le decorazioni originali, i ritratti dei santi, gli stemmi reali alle pareti», spiega il direttore Salsi: «E speriamo che l'intervento ci porti qualche bella scoperta». De Lucchi ha progettato l'allestimento: un pavimento di vetro sarà appoggiato sulla superficie originale, i cablaggi saranno annegati nella sabbia per non cementare nulla. Eccolo, il rispetto della storia. Perché i materiali pesano e fanno la differenza, insiste De Lucchi: «Useremo ovunque, dove possibile, vetro e legno massello». Il 2010 sarà un anno di lavori, al Castello. Il Comune ha finanziato la ristrutturazione di 12 mila metri quadrati di mura: in estate saranno consolidate e ripulite le facciate della Cortina Sud, della Rocchetta e della Corte ducale. Poi s'interverrà al Rivellino, sul progetto dell'architetto Chipperfield, e il nuovo ingresso consentirà la salita alle merlate anche di sera: «Sfruttiamo la flessibilità dell'edificio per ricucire e sfruttare spazi, musei e collezioni». Il ristorante sarà pronto per l'Expo: lo staff di De Lucchi sta limando il disegno con Asl e vigili del fuoco. La Biblioteca d'arte, le collezioni fotografiche e le raccolte extraeuropee lasceranno invece lo Sforzesco per arricchire il patrimonio della Città delle culture firmata sempre da Chipperfield nell'ex Ansaldo di via Bergognone. Il cantiere è aperto: «È il maggiore intervento di riqualificazione culturale a Milano negli ultimi cinquant'anni», ha detto l'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Dovrebbe essere terminato nel 2011. Armando Stella Le tappe Dalla Bertarelli alle sculture: 6 anni di cantieri L'intervento di restauro e ridefinizione degli spazi del Castello è impostato su base pluriennale e articolato in lotti. Nella prima fase di lavori, a partire dal 2010, è previsto il riallestimento della Raccolta Bertarelli, la creazione di un «Centro per la storia della grafica», il riutilizzo dell'ex ospedale spagnolo come sala conferenze, la costruzione di una caffetteria déhor temporanea, il recupero del Rivellino e il riallestimento dell'ingresso dei Musei dello Sforzesco (biglietteria, bookshop e guardaroba). Nel secondo e terzo lotto (fino al 2015) sono inclusi la realizzazione di un ristorante di «Alta Cucina» sulle merlate della Rocchetta, il riallestimento del Museo delle Arti Decorative, la trasformazione del Museo degli Strumenti musicali in Museo della musica, il recupero degli spazi della Biblioteca Trivulziana, dell'Archivio storico civico e delle collezioni lapidee e di scultura decorativa (come deposito consultabile «delle memorie architettoniche della città»). Il piano di rinnovo degli allestimenti museografici è affidato agli studi degli architetti Michele De Lucchi e David Chipperfield, vincitori della gara di progettazione internazionale bandita dal Comune nel 2005.