Scontro La Provincia potrebbe decidere il commissariamento del Comune dopo la richiesta del gruppo Ligresti «Il sindaco? Non è il paladino del verde. A Milano le regole ci sono sempre state» «Non mi piace l'immagine che sta passando: da una parte il portatore di interessi particolari, dall'altra il cavaliere senza macchia che lavora per la difesa del pubblico e del verde. Io sono qui nell'interesse di tutti ». Il presidente della Provincia, Guido Podestà non nomina mai direttamente il sindaco, Letizia Moratti, ma il bersaglio dello sfogo è evidente a tutti. Cala il gelo tra Provincia e Comune anche se qualcuno si limita a chiamarlo eufemisticamente un «chiarimento dei ruoli». Ieri era previsto un vertice tra il neopresidente di Palazzo Isimbardi, Guido Podestà e il sindaco Letizia Moratti per fare il punto sulla richiesta di commissariamento del Comune avanzata da tre società del gruppo Ligresti e sul piano del governo del territorio. Podestà non si è presentato. Al suo posto è andato l'assessore provinciale, Fabio Altitonante. Ufficialmente perché si sono accavallati impegni irrinunciabili. Ma l'aria che si respira nei dintorni di corso Monforte non è delle migliori. Non è migliorata neanche quando Podestà ha letto le nuove dichiarazioni del sindaco che in mattinata era tornata sull'argomento. Ribadendo il concetto espresso il giorno precedente: prima si accettano le regole e solo all'interno delle regole si può trovare l'accordo. «Milano sta impostando un piano di governo del territorio che, dopo 30 anni di sviluppo senza regole - aveva detto la Moratti in mattinata - , sta dando nuove regole alla città... all' interno di questo piano che fissa regole precise, tutti gli accordi sono possibili». Fuori dalle regole, no. Secca la riposta di Podestà: «Le regole dell'urbanistica non sono nate oggi. Milano ha sempre avuto delle regole. Non è giusto dire che le regole arrivano solo oggi». E aggiunge: «Tutti devono rispettare le regole, anche il Comune e la Provincia devono rispettare le regole. Se c'è una legge che è la legge regionale 12 (quella a cui hanno fatto riferimento le tre società del gruppo Ligresti, ndr ) che dice che un operatore può ricorrere alla Provincia, all'ente superiore rispetto al Comune, questa legge non l'ho scritta io». Commenta anche le parole dell'assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli che si era detto sereno sul possibile commissariamento da parte della Provincia. «Mi auguro che sia così, pure per evitare un precedente che potrebbe allargarsi a tutti i comuni del Milanese - continua Podestà - ma se mi arriva una richiesta in base alle legge devo chiedere ai mie avvocati cosa fare. ». La riposta «tecnica » arriverà martedì o mercoledì. Sulla base di questa, la Provincia deciderà se andare avanti, richiedendo le carte al Comune o se buttare tutto nel cestino. E prima di quella data sarà difficile che la Moratti e Podestà fissino un nuovo incontro: «Fino a che non ho un documento in mano - conclude Podestà - è inutile interloquire». «La posta in gioco non sono solo tre aree della città - attacca il Verde, Enrico Fedrighini ma il futuro di Milano. La perequazione, se rigorosa significa pari condizioni per tutti sotto la regia del Comune». «Non può essere una trattativa privata - attacca il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino Anche perché la Moratti fa parte di una famiglia che ha relazioni continue con chi opera nel settore immobiliare e quindi pretendiamo un dibattito pubblico in Consiglio, ben sapendo che il Pgt non può essere venduto come la panacea di tutti i mali».