Il caso In trenta oggi presenteranno le loro creazioni Se non ci sono le gallerie, gli artisti espongono in piazza. Oggi il centro storico di Caserta (tratto del Corso Trieste che va da via San Giovanni a piazza Dante), dunque, diventerà, dalle 10 alle 19, una galleria d'arte contemporanea a cielo aperto. L'iniziativa «Pagine d'arte nel grande libro della città» è organizzato dall'Associazione «Damusa«, presieduta da Alba Cappella, artista casertana ideatrice dell'extensart, una forma espressiva innovativa e provocatoria, dove i dipinti diventano lavori «in progress», che coinvolgono nella loro definizione-non definitiva non solo l'artefice, ma chiunque abbia voglia di intervenire sul dipinto aggiungendo elementi nuovi o risistemandolo a suo piacimento. La manifestazione, che coinvolgerà almeno trenta artisti, è nata con lo scopo di avvicinare l'arte alle persone e viceversa. Così, se la gente non va nei musei e nelle gallerie per conoscere quadri, dipinti e sculture, sono queste che escono dagli spazi loro riservati e si propongono al pubblico. L'iniziativa è conseguenza di un disagio avvertito dagli stessi protagonisti, soprattutto a Caserta, dove nonostante le molte strutture e gli edifici disponibili, vuoti e inutilizzati, non si riesce a creare luoghi di incontro artistico. Il motivo è semplice: la mancanza di gallerie sul territorio. Al posto di questi spazi d'arte, infatti, ci sono solo rari esempi di mostre ospitate in ambienti privati. «I luoghi per l'arte, nella nostra città, sono molti, ma nessuno si preoccupa di valorizzarli. E, poi, manca riflette Iolanda Capriglione, docente alla Seconda Università di Napoli una conoscenza dell'arte contemporanea, che non è capacità acquisita o innata come una sorta di dono di Dio, ma è una costruzione, un'educazione estetica che nasce dalla consapevolezza e dal rispetto per la bellezza. Condizioni non sempre favorite dall'azione delle istituzioni abituate come sono a confondere le canzonette, i concertini, lo spettacolo con la cultura ». Eppure, fino a qualche anno fa, erano molte le gallerie che operavano in città, espressioni ed effetti di interessanti movimenti culturali. «Un fermento ormai scomparso forse anche perché, dopo le esasperazioni e le mistificazioni di cui, a volte, si è macchiata l'arte contemporanea, la gente è alquanto diffidente nei confronti di forme espressive che non capisce» dice Flavio Quarantotto, critico d'arte ed ex assessore alla cultura del Comune di Caserta. Secondo il critico Giorgio Agnisola, la situazione casertana non è tanto diversa da quella che si riscontra in altre realtà soprattutto del Sud. «C'è un grande riflusso in questo campo, dovuto anche afferma all'attuale situazione di crisi economica: non esiste più un mercato dell'arte, le istituzioni pubbliche fanno fatica a sostenere iniziative artistico-culturali e poi, da noi, c'è la vecchia questione irrisolta dell'inesistenza di strutture stabili intorno alle quali costruire un discorso artistico e culturale organico e duraturo».